Il 54enne è deceduto al Centro grandi ustionati del Sant’Eugenio di Roma dopo cinque giorni. Resta grave la compagna Katia Adinolfi
Non ce l’ha fatta Carmine Sirica, l’infermiere di 54 anni originario di San Valentino Torio, rimasto gravemente ustionato nell’esplosione avvenuta il 24 agosto a Cassino, nell’appartamento in cui viveva.
Sirica è morto al Centro grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove era stato trasferito in condizioni disperate. Per cinque giorni i sanitari hanno tentato di salvarlo, ma le conseguenze delle gravissime ustioni riportate, che interessavano circa il 90% del corpo, si sono rivelate fatali.
La violenta deflagrazione aveva devastato l’abitazione di via Guado Santa Maria, a Cassino, provocando il grave ferimento anche della compagna dell’infermiere, Katia Adinolfi, operatrice socio-sanitaria originaria di Nocera Superiore.
La donna è tuttora ricoverata al Sant’Eugenio di Roma e le sue condizioni restano critiche.
Proseguono intanto gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno dell’appartamento e individuare le cause che hanno provocato l’esplosione. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura quella di una fuga di gas, ma saranno gli approfondimenti tecnici a chiarire l’origine della deflagrazione.
Una tragedia che colpisce due comunità del Salernitano: quella di San Valentino Torio, dove Sirica era originario, e quella di Nocera Superiore, città della compagna rimasta gravemente ferita.





