Gli ultimi controlli dell’ente regionale indicano la non balneabilità nel tratto tra il porto e la rupe. Attesa l’ordinanza del sindaco
AGROPOLI – La spiaggia della Marina di Agropoli è risultata non balneabile in seguito alle ultime analisi effettuate dall’Arpac del 26 agosto scorso, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, nell’ambito dei controlli sulla qualità delle acque di balneazione lungo il litorale regionale.
Il tratto interessato è quello della Marina, compreso nell’area tra il porto di Agropoli e la rupe del centro storico. Un risultato che assume particolare rilevanza anche perché la zona del porto e la spiaggia rientrano nell’area insignita della Bandiera Blu.
A seguito dell’esito delle analisi dell’ente regionale, si attende ora il provvedimento del Comune con il conseguente divieto temporaneo di balneazione. Al momento, tuttavia, l’ordinanza del sindaco non risulta ancora pubblicata, nonostante il dato sulla non balneabilità sia stato reso disponibile.
Cosa indica la documentazione Arpac
La scheda Arpac relativa all’area descrive il tratto costiero come un «promontorio roccioso carbonatico con l’abitato storico di Agropoli sulla sommità», seguito dalla spiaggia sabbiosa a ridosso del porto, in un’area caratterizzata da intensa urbanizzazione e presenza di verde pubblico.
Particolarmente significativo è il capitolo dedicato alle possibili cause di inquinamento.
Nella documentazione vengono individuati tre elementi:
- sul lato ovest, l’impianto di sollevamento fognario “Centro storico”;
- sul lato est, la radice del molo di sottoflutto del porto di Agropoli;
- sempre sul lato est, l’impianto di sollevamento fognario “Porto”.
La stessa scheda riporta inoltre la presenza dell’impianto di depurazione dei reflui urbani di località Taverne, di tipo biologico a fanghi attivi. Secondo quanto indicato dall’Arpac, il recapito avviene nel fiume Testene dal primo ottobre al 31 marzo e attraverso una condotta sottomarina dal primo aprile al 30 settembre.
È importante precisare che la presenza di questi elementi nella scheda non significa automaticamente che uno di essi sia responsabile dell’attuale episodio di non balneabilità: vengono indicati dall’Arpac come possibili cause o fattori di pressione sull’area. L’eventuale origine della contaminazione dovrà essere accertata attraverso gli approfondimenti e i controlli previsti.
Cilento Post: davanti a un dato ufficiale non possiamo tacere
Cilento Post ha scelto finora di mantenere un atteggiamento prudente sul tema della qualità delle acque del mare lungo la costa cilentana. Nonostante diverse segnalazioni ricevute nel tempo, abbiamo evitato di trasformare percezioni, fotografie o testimonianze in conclusioni sulla salubrità del mare senza il supporto di dati ufficiali.
Questa volta, però, esiste un risultato proveniente dall’ente pubblico competente. E davanti a un dato ufficiale sulla non balneabilità non possiamo tacere.
La questione richiede adesso soprattutto tempestività e trasparenza. I cittadini e i turisti devono essere messi nelle condizioni di conoscere immediatamente lo stato delle acque e le eventuali limitazioni alla balneazione.
Resta quindi da comprendere quando sarà formalizzato e pubblicato il provvedimento comunale e quali saranno gli esiti dei successivi campionamenti, necessari per verificare se si tratti di un fenomeno circoscritto e consentire, qualora i parametri tornino nella norma, la revoca del divieto.





