Accolta la richiesta della difesa: l’imprenditore attende a Dubai l’esecuzione dell’estradizione. Il rientro è ipotizzato per gennaio 2027
CILENTO. Concordio Malandrino potrà essere trasferito agli arresti domiciliari ad Agropoli una volta completata l’estradizione dagli Emirati Arabi Uniti. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vallo della Lucania, Giuseppe Saponiero, ha sostituito la custodia cautelare in carcere, mai eseguita, con la misura domiciliare accompagnata da prescrizioni restrittive.
L’imprenditore salernitano, residente da anni a Dubai, è accusato di essere il principale organizzatore della presunta frode legata alla Formazione 4.0, emersa nell’aprile 2023 con l’indagine della Guardia di Finanza di Agropoli. Il provvedimento modifica la misura cautelare, mentre il suo rientro in Italia resta subordinato agli adempimenti della procedura estradizionale.
L’istanza della difesa e l’estradizione
L’ordinanza accoglie la richiesta presentata dall’avvocato Giuseppe Saccone, difensore dell’imputato. La sostituzione della misura è stata disposta in accordo con il pubblico ministero titolare dell’indagine, la Procura generale presso la Corte d’Appello di Salerno e il Ministero della Giustizia.
Sul fronte emiratino, la Corte di Cassazione di Abu Dhabi, con sentenza dell’8 settembre 2026, aveva confermato l’estradizione verso l’Italia, respingendo nel merito l’impugnazione.
Malandrino, destinatario di quattro mandati d’arresto internazionali, è coinvolto in diversi procedimenti penali per presunti reati tributari relativi a importi milionari. Ha inoltre manifestato la disponibilità a sottoporsi all’interrogatorio di garanzia nell’ambito dell’inchiesta della Procura vallese.
L’indagine sui crediti d’imposta
L’operazione della Guardia di Finanza di Agropoli aveva portato a nove misure cautelari e al sequestro preventivo di somme e beni per complessivi 57 milioni di euro, ritenuti profitto delle attività illecite contestate.
L’ipotesi accusatoria è quella di un’associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture false, all’indebita compensazione e all’autoriciclaggio. Secondo gli inquirenti, il sistema avrebbe consentito di generare illecitamente crediti d’imposta legati alla Formazione 4.0.
L’inchiesta ha coinvolto complessivamente 269 indagati in tutta Italia, per i quali sono state formulate ipotesi di evasione fiscale. Le contestazioni nei confronti dell’imprenditore restano da accertare in giudizio.
I passaggi per il rientro
Malandrino dovrà ora mettersi a disposizione delle autorità emiratine e italiane per consentire l’esecuzione dell’estradizione. Seguiranno le operazioni di consegna, accompagnamento e collocazione agli arresti domiciliari ad Agropoli.
