Il sergente di Pastena aveva 36 anni: quattro vittime e undici feriti nello schianto dell’elicottero impegnato nella missione Eufor Althea
La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo sull’incidente in elicottero costato la vita a Simone Ruggia, sergente salernitano di 36 anni, e ad altri tre militari italiani. Il procedimento, avviato dall’ufficio guidato dal procuratore Marco De Paolis, è al momento conoscitivo, senza ipotesi di reato. Gli accertamenti dovranno chiarire le circostanze della tragedia e consentire le successive valutazioni giudiziarie.
Lo schianto è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, nei pressi di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina. Il CH-47 Chinook italiano era impegnato nelle attività della missione europea Eufor Althea. A bordo viaggiavano quindici persone: quattro sono morte, mentre le altre undici sono rimaste ferite.
Da Pastena al servizio nell’Aviazione dell’Esercito
Originario del quartiere Pastena, Ruggia prestava servizio nel Primo Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” di Viterbo. Nella città laziale si era trasferito da circa otto anni per il lavoro. Appassionato di mare, immersioni, corsa e ciclismo, aveva mantenuto il legame con la sua città d’origine.
Insieme a lui hanno perso la vita il sergente Claudio Marchesi, anch’egli dell’Aviazione dell’Esercito, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Gli accertamenti e l’assistenza ai feriti
L’elicottero stava svolgendo un’attività addestrativa. La dinamica resta da ricostruire: gli elementi disponibili non consentono ancora di attribuire lo schianto a una causa accertata.
Gli undici feriti stanno ricevendo assistenza e, secondo l’ultimo quadro comunicato dalla Difesa, nessuno è in pericolo di vita. È stato inoltre disposto l’invio di un’équipe medica italiana per affiancare le cure e garantire supporto ai militari coinvolti.
