Lo scorso anno attraverso il decreto “Salvamare” sono stati immesse a mare tonnellate di Posidonia preventivamente vagliate
La giunta comunale di Agropoli ha recentemente deliberato un quadro economico per la gestione della posidonia spiaggiata, approvando procedure di vagliatura, carico, trasporto e smaltimento per circa 89mila euro. Tuttavia, le decisioni adottate sembrano entrare in conflitto con le nuove direttive emanate dalla Regione Campania.
Secondo la Delibera di Giunta Regionale n°21 del 17.01.2024, sono state introdotte linee guida dettagliate per la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate, compresa la posidonia. Queste normative stabiliscono modalità precise per la raccolta, gestione e riutilizzo delle alghe marine depositate sulle spiagge, fornendo un quadro chiaro per le autorità competenti.
Uno degli aspetti critici affrontati dalle nuove disposizioni riguarda la re-immissione della posidonia in mare. Secondo le normative attuali, questa operazione è considerata un’attività di smaltimento soggetta alle leggi ambientali vigenti. La legge 69 del 21.05.2021, che in precedenza escludeva temporaneamente la posidonia spiaggiata dalla classificazione dei rifiuti, non è più applicabile.
La re-immissione in mare deve avvenire in punti di scarico appositamente designati, noti come “fondi di macerazione”. Questi siti devono essere selezionati attentamente in base alla profondità, alle correnti e alla morfologia del fondale, con uno studio specifico per ciascuna località. L’obiettivo primario è evitare il rilascio incontrollato di posidonia, preservando gli investimenti e garantendo la salute degli ecosistemi marini.
Tuttavia, la delibera della giunta comunale di Agropoli sembra ignorare o non tenere conto di queste direttive regionali. Con un’approvazione che privilegia in prima istanza il sito dei Lido Azzurro, la giunta sembra non considerare la necessità di adeguarsi alle nuove normative regionali e di pianificare di conseguenza.
Questa discrepanza tra le politiche locali e le normative regionali solleva interrogativi sull’allineamento e sulla coerenza delle decisioni prese a livello comunale rispetto al quadro normativo più ampio. In un momento in cui la salvaguardia dell’ambiente marino è di primaria importanza, è essenziale che le autorità locali e regionali collaborino e agiscano in sintonia per garantire una gestione sostenibile delle risorse costiere




