Al momento, non emergono evidenze di organizzazioni camorristiche locali ma il Vallo di Diano è sotto attacco
La relazione del primo semestre del 2023 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) al Ministero dell’Interno e al Parlamento fornisce un quadro dettagliato della situazione nel Cilento, quarto contesto territoriale della provincia di Salerno. Al momento, non emergono evidenze di organizzazioni camorristiche autoctone. Tuttavia, la particolare collocazione geografica favorisce l’ingerenza di compagini mafiose provenienti da territori limitrofi, che sfruttano l’area per infiltrare settori chiave dell’economia legale e delle amministrazioni pubbliche locali, condizionandone le scelte e reinvestendo capitali illeciti.
Il Vallo di Diano sotto Attacco
Il Vallo di Diano si conferma un’area di interesse per le consorterie mafiose originarie delle province settentrionali della Campania e delle regioni Basilicata e Calabria. Un esempio emblematico è l’indagine “Oro Nero”, coordinata dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Potenza e di Lecce, conclusa il 12 aprile 2021 da Carabinieri e Guardia di Finanza. Questa indagine ha evidenziato i rapporti esistenti nella gestione del contrabbando di carburanti tra esponenti della malavita locale e il cartello casertano dei Casalesi.
L’Area Costiera e il Turismo Illecito
L’area costiera del Cilento, nota per la sua vocazione turistica, risulta essere un terreno fertile per i reinvestimenti illeciti e il traffico di stupefacenti. Il 16 maggio 2023, a Perdifumo (SA), durante un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini, i Carabinieri hanno scoperto un laboratorio clandestino per la produzione di anabolizzanti e droga “dello stupro”, arrestando in flagranza una coppia di pregiudicati del luogo.
Agropoli e il Clan Fabbrocino
Ad Agropoli (SA), un’indagine conclusa dalla Guardia di Finanza nel 2020 ha documentato la presenza di esponenti del clan Fabbrocino, un’organizzazione camorristica operante nella provincia orientale di Napoli. Questa organizzazione si distingue per la sua vocazione imprenditoriale, reinvestendo profitti illeciti in numerose attività economiche nel territorio salernitano. Il 15 giugno 2023, la Suprema Corte di Cassazione ha respinto il ricorso contro la confisca di prevenzione disposta dalla Corte di Appello di Salerno, rendendo definitiva la misura.
Capaccio Paestum e il Clan Marandino
Recenti attività di contrasto nel Comune di Capaccio Paestum hanno rivelato la presenza di soggetti legati allo storico clan Marandino. Il boss del clan, recentemente deceduto, era associato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. I provvedimenti giudiziari degli ultimi anni hanno delineato gli interessi illeciti del clan in attività usurarie, estorsive, e nell’acquisizione e gestione di attività economiche, come lidi balneari e servizi assistenziali in convenzione con la ASL di Salerno. L’ultimo provvedimento di confisca di beni, emesso nel luglio 2021 dal Tribunale di Salerno e divenuto irrevocabile l’8 febbraio 2023, ha segnato un colpo significativo per il clan.
La relazione della DIA evidenzia chiaramente come, nonostante l’assenza di organizzazioni autoctone, il Cilento rimanga un’area di grande interesse per le mafie, che sfruttano la sua posizione geografica e le sue risorse economiche per consolidare il proprio potere e reinvestire capitali illeciti.




