Protagonista indiscusso della trasformazione del territorio, fu promotore della Diga Alento e del Consorzio di Bonifica Velia. Uomo di visione, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia istituzionale e sociale del Sud
Il Cilento perde una delle sue figure più emblematiche: è scomparso l’avvocato Franco Chirico, uomo delle istituzioni e instancabile promotore del progresso territoriale. Con lui se ne va non solo un protagonista della vita pubblica cilentana, ma soprattutto un artefice concreto della sua modernizzazione.
Dotato di uno sguardo lucido e proiettato verso il futuro, Chirico è stato molto più di un amministratore: è stato un vero e proprio architetto del cambiamento. La sua visione ha preso forma in due opere fondamentali per il comprensorio cilentano: la realizzazione della Diga dell’Alento e l’istituzione del Consorzio di Bonifica Velia. Interventi che, a distanza di decenni, continuano a garantire risorse idriche, tutela ambientale e sviluppo agricolo per centinaia di comunità.
Il suo impegno è stato sempre orientato al bene collettivo, con una rara capacità di coniugare progettualità e concretezza. Chirico ha interpretato la politica come servizio e l’azione amministrativa come strumento per creare opportunità, combattere l’isolamento, difendere il diritto al futuro per le aree interne.
Molti lo definivano “il Mattei del Sud”, per la determinazione con cui ha saputo immaginare e realizzare opere strategiche, capaci di cambiare il volto di un territorio storicamente dimenticato.
Oggi il Cilento lo saluta con commozione, riconoscente verso chi ha saputo vedere lontano e ha avuto il coraggio di costruire, mattone dopo mattone, un’idea di sviluppo autentica e duratura.




