Chiesta al Partito Democratico la costituzione di parte civile nel processo: “Un atto di coerenza con i valori che dite di rappresentare”.
A quindici anni dall’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, il figlio Antonio torna a chiedere un segnale forte di impegno politico e morale. Con una mail inviata alla segreteria nazionale, ha sollecitato il Partito Democratico a costituirsi parte civile nel processo in corso per la morte del padre, ucciso a Pollica nel settembre 2010.
Il messaggio non lascia spazio a interpretazioni: “Mio padre ha servito il vostro partito fino all’ultimo giorno della sua vita. Dopo la sua uccisione, molte sedi del Pd sono state intitolate al suo nome. Ora – scrive Antonio – la scelta di costituirvi parte civile rappresenterebbe un gesto di coerenza, oltre che di rispetto verso la sua memoria”.
Secondo quanto trapela, dopo la richiesta la dirigenza nazionale avrebbe già avviato i primi contatti per valutare l’iter che potrebbe concretizzarsi all’udienza fissata per il 17 ottobre.
Antonio Vassallo, però, mette in chiaro anche l’alternativa: “Se deciderete di non compiere questo passo, vi chiedo almeno di spiegarne apertamente le ragioni”.
Un invito che suona come un banco di prova non solo per la vicenda giudiziaria, ma anche per la credibilità di un partito che ha fatto della legalità e della trasparenza una bandiera.




