Analisi dell’Arpac confermano scarichi non trattati: la frazione costiera ancora senza depuratore
Una cartolina rovinata da uno scandalo ambientale. È quanto accade a Scario, splendida località costiera del Cilento, dove i controlli dei Carabinieri forestali di Sapri, affiancati dal nucleo subacquei di Napoli, hanno portato alla luce una situazione critica: reflui fognari scaricati direttamente in mare senza alcun trattamento.
Le verifiche si sono concentrate lungo via Marconi e sulla condotta sottomarina, dove i militari hanno effettuato campionamenti poi analizzati dall’Arpac. I risultati parlano chiaro: concentrazioni elevate di materiale fecale solido riversato nelle acque antistanti la frazione. Una circostanza che, oltre a danneggiare l’ambiente, rappresenta un rischio concreto per la salute pubblica e per l’immagine turistica del borgo.
A rendere la vicenda ancora più grave è la conferma che Scario, a oggi, è priva di un impianto di depurazione dedicato. L’assenza di infrastrutture adeguate ha reso inevitabile un impatto ancora più pesante sull’ecosistema marino, con conseguenze difficili da ignorare.
Per le irregolarità riscontrate, i Carabinieri hanno elevato due sanzioni amministrative, per un totale di 50mila euro: una per la mancanza dell’autorizzazione allo scarico e l’altra per il superamento dei limiti previsti dal Testo Unico Ambientale. Le multe sono state notificate sia alla società Consac, che gestisce il servizio idrico ed è stata ritenuta responsabile diretta delle violazioni, sia al Comune di San Giovanni a Piro, indicato come obbligato in solido.
Il caso solleva ancora una volta il tema delle carenze infrastrutturali che affliggono molte aree del Cilento, dove il mare, risorsa naturale ed economica, rischia di essere compromesso da una gestione inadeguata delle acque reflue.




