Inaugurata la sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri dedicata all’eroe Medaglia d’Oro al Valor Militare, con la partecipazione della Fanfara del X Reggimento Carabinieri “Campania”
A Caggiano la comunità si stringe attorno alla memoria del brigadiere Carmine Tripodi, Medaglia d’Oro al Valor Militare, a cui da ieri è intitolata la sezione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Una cerimonia intensa e partecipata ha trasformato il ricordo di un eroe dell’Arma in un momento di identità collettiva e orgoglio condiviso.
Nel pomeriggio, familiari del brigadiere, autorità civili, militari e religiose si sono ritrovati per rendere omaggio all’uomo che sacrificò la propria vita al servizio dello Stato e dei cittadini. Un gesto di riconoscenza che ha assunto il valore di un abbraccio corale, testimonianza viva di come la memoria non sia soltanto un dovere, ma anche un atto di gratitudine verso chi ha scelto di servire fino all’estremo sacrificio.
La cerimonia si è conclusa con un momento particolarmente toccante: il concerto della Fanfara del X Reggimento Carabinieri “Campania”, che nella Chiesa del Santissimo Salvatore ha offerto un repertorio capace di unire solennità e raccoglimento. Le note hanno accompagnato il silenzio partecipe dei presenti, trasformando la musica in un ponte tra il ricordo del passato e la responsabilità del presente.
L’inaugurazione della Sezione A.N.C. dedicata a Carmine Tripodi non è stata soltanto un atto formale, ma un segno tangibile di riconoscenza che resterà nel tempo. Caggiano ha così celebrato il valore, la dedizione e il sacrificio di un brigadiere che continua a essere esempio e guida per l’intera comunità.
Carmine Tripodi Nasce a Torre Orsaia, 14 maggio 1960 – morto a San Luca, 6 febbraio 1985, è stato un carabiniere italiano, brigadiere dell’Arma dei Carabinieri vittima della ‘Ndrangheta.
La sera del 6 febbraio 1985 Tripodi sta rientrando a casa, si trova sulla sua macchina lungo la provinciale che da San Luca porta alla marina quando ad un certo punto viene bloccato da un commando composto da tre malviventi che gli spara contro diversi colpi di lupara, lui seppur ferito riesce a reagire estrae la pistola d’ordinanza e spara ferendo uno dei sicari per poi accasciarsi esanime all’interno della sua autovettura.




