Arriva la nota stampa del consigliere provinciale Modesto Del Mastro: “Adesso vogliamo spiegazioni: chi ha autorizzato quel teatrino?”
«Questa mattina, ho letto sui giornali di un qualcosa di molto increscioso accaduto in aula consiliare e credo sia doveroso fare luce su ciò». Sono parole di Modesto Del Mastro, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia e coordinatore Cilento Nord del partito di Giorgi Meloni, che interviene su quanto accaduto qualche giorno fa nel comune di Agropoli. Il primo cittadino Roberto Antonio Mutalipassi ha estratto i biglietti vincenti di una lotteria organizzata da un privato nell’aula consiliare.
«Quel luogo – aggiunge il consigliere – è sacro, lì si prendono le decisioni per il futuro della città, lì si lavora per i cittadini, lì si discute di come amministrare la città. Tutto questo, però, è solo sulla carta, assistiamo infatti ad uno spettacolino indegno delle istituzioni. Vedere un sindaco bendato che si presta ad un giochino fa indignare. C’è poi – ragiona Del Mastro – anche un altro aspetto: il comune ha patrocinato un evento privato, e avrà avuto le sue buone ragioni, ma chi ha permesso che tale evento entrasse in aula consiliare? Il sindaco bendato ha contribuito ad una iniziativa privata e a decretare il vincitore di una lotteria con premi, il cui biglietto era venduto al costo di 5 euro. Un gioco d’azzardo, dunque, dato che vengono investiti dei soldi con la speranza di una vincita. Il sindaco ha partecipato attivamente e ciò è molto grave, soprattutto in un periodo storico in cui la dipendenza dal gioco è stata considerata a tutti gli effetti una patologia».
«In qualità di consigliere provinciale chiedo spiegazioni a chi di dovere e invito i consiglieri a presentare un’interrogazione in tal senso. La questione dell’ospedale aveva già dato qualche segnale sulla poca incisività del primo cittadino, ma vederlo bendato e declamare un vincitore di una riffa, con tanto di complimenti, fa davvero tanta rabbia. Adesso le istituzioni – conclude – prendano provvedimenti perché la misura è colma».




