Il 28 e 29 dicembre 2025 il borgo nel Parco del Cilento celebra la 25esima edizione della Festa del fagiolo della Regina Due giorni tra tradizione, sapori locali, musica e valorizzazione di una cultivar rara
A Gorga, un bellissimo borgo popoloso di Stio nel cuore del Cilento, il fagiolo non è solo un legume: è una piccola eredità contadina che resiste al tempo e attende, ogni anno, di essere celebrata. Il 28 e 29 dicembre 2025 il borgo cilentano accoglierà la 25esima edizione della “Festa del fagiolo della Regina”, due giorni pensati per riportare al centro un prodotto che qui rappresenta identità, memoria e futuro.

La manifestazione si svolgerà nel cuore del Parco Nazionale del Cilento. Sarà un’occasione per conoscere da vicino una cultivar che sopravvive ormai solo a Gorga e in poche altre zone del Centro-Sud, come San Lupo nel Sannio e Sutri nella Tuscia. L’obiettivo è semplice e dichiarato: valorizzare un fagiolo di alta qualità, coltivato in modo rigorosamente biologico.
Gli organizzatori hanno previsto stand enogastronomici dedicati esclusivamente al “fagiolo della Regina” e gruppi musicali itineranti. Il 28 dicembre la festa sarà aperta sia a pranzo che a cena, mentre il 29 si terrà solo in orario serale. Una formula pensata per favorire la partecipazione di visitatori e famiglie, mantenendo viva l’atmosfera conviviale che caratterizza il borgo.
La storia di questo legume parte dall’ambiente che lo ospita. Le caratteristiche pedoclimatiche di Gorga, unite alla cura degli agricoltori, rendono i cosiddetti “fagioli di Gorga” un prodotto di eccellenza, apprezzato per la sua digeribilità e per la qualità della cottura. La varietà è bianca, di dimensioni piccole-medie, con una forma ovalare tendente al reniforme e un tegumento molto sottile.
Il nome richiama un prodotto “degno di palati reali”. Nel comunicato si legge che “il nome stesso rimanda ad un prodotto degno di palati reali”, anche se non sarebbe legato a una regina precisa. La denominazione avrebbe più a che fare con la qualità del legume, così come accade per la mela “renetta”, “reinette”, la “reginetta”.
Per anni l’abbandono delle campagne e la scarsa redditività hanno ridotto la produzione al solo consumo familiare. Oggi, però, l’attenzione crescente verso l’agricoltura biodinamica e la tutela delle biodiversità apre nuovi scenari. Grazie agli studi dell’Istituto di Botanica dell’Università di Salerno, il fagiolo gorghese è diventato presidio Slow Food, un riconoscimento che ne certifica il valore culturale e agroalimentare.
La festa di dicembre rappresenta quindi un’occasione per sostenere l’economia locale e, allo stesso tempo, preservare un patrimonio che rischiava di scomparire. Un invito esplicito arriva dalle ultime righe del comunicato: “Non si perda, dunque, l’opportunità di gustare l’ottimo fagiolo gorghese per le vie del borgo cilentano il 28 e 29 dicembre.”
Una chiusura che riassume il senso dell’iniziativa: celebrare un prodotto semplice, ma prezioso, nel luogo che lo ha custodito fino a oggi, l’ottimo fagiolo della regina di Gorga.


