La mozione all’ultimo Consiglio comunale ritirata su richiesta della maggioranza e mai discussa in Commissione, mentre l’esecutivo approva un atto che stanzia 500mila euro senza confronto
Nel Consiglio comunale di Agropoli, al punto 15 dell’ordine del giorno, c’era una mozione chiara e articolata firmata dal consigliere Raffaele Pesce sulla gestione della Posidonia oceanica spiaggiata. Una proposta che chiedeva pianificazione tecnica, trasparenza gestionale e interventi strutturali nell’area del Lido Azzurro per il ripristino del naturale equilibrio idrodinamico costiero.
Quella mozione, però, non è mai stata discussa. Su richiesta della maggioranza, Pesce fu invitato a ritirarla con la promessa che il tema sarebbe stato approfondito in sede di Commissione consiliare. Una promessa rimasta lettera morta.
La Commissione non si è mai riunita. In compenso, la Giunta comunale presieduta dal sindaco Roberto Mutslipassi ha approvato la deliberazione n. 023 del 22 gennaio 2026, avente ad oggetto la “Gestione della Posidonia oceanica esistente sul litorale della città di Agropoli”. Un atto di indirizzo pesante, che di fatto decide tutto, senza alcun passaggio politico né confronto pubblico.
La delibera richiama correttamente il quadro normativo: dal Decreto Legislativo 152/2006, alle Linee guida ISPRA del 2010, fino alla Circolare ministeriale del 2019 e alla legge “SalvaMare” del 2022, che riconoscono la Posidonia spiaggiata come risorsa ambientale e non come rifiuto, prevedendo diverse opzioni di gestione, incluso il riaffondamento in mare.
Ma è nel merito delle scelte che emergono le criticità politiche e amministrative.
La Giunta decide di destinare 170mila euro al riaffondamento a mare della Posidonia, compresa quella accantonata al Lido Azzurro, previa vagliatura e separazione della sabbia. In pratica, una cifra consistente che finisce, ancora una volta, “letteralmente buttata a mare”, senza che sia stato chiarito se e come questo intervento risolva in modo strutturale il problema.
Ancora più opaco il capitolo dei 300mila euro destinati a un progetto di “riqualificazione” dell’area della Marina. Qui si parla del mantenimento in loco, della modellazione e della possibile fruibilità del grande accumulo di alghe antropiche che da oltre dieci anni staziona sulla spiaggia e che cittadini e associazioni chiamano da sempre “la collina della vergogna”.
Un cumulo che rappresenta un simbolo di immobilismo e cattiva gestione e per il quale, anche questa volta, non viene presentato alcun progetto concreto, nessun cronoprogramma, nessuna spiegazione dettagliata su cosa si intenda realmente fare.
Chiude il pacchetto lo stanziamento di 30mila euro per collaborazioni universitarie sul possibile riutilizzo della Posidonia come sottoprodotto. Un’intenzione condivisibile, ma che arriva dopo anni di emergenze affrontate senza una vera strategia.
Il dato politico, però, è un altro e pesa come un macigno: la maggioranza ha chiesto il ritiro di una mozione promettendo un confronto in Commissione e poi ha deciso tutto in Giunta, scavalcando di fatto il Consiglio comunale.
Una gestione che solleva interrogativi seri su trasparenza, metodo e rispetto delle sedi democratiche, mentre sulla costa di Agropoli restano irrisolti problemi ambientali, cumuli storici di alghe e risorse pubbliche che continuano a essere spese senza una visione chiara e condivisa.


