La sezione Lavoro della Corte d’Appello di Salerno annulla i provvedimenti del 2019 e ordina il ripristino dei rapporti e il pagamento delle retribuzioni arretrate
Era febbraio 2019 quando, dopo cinque giorni di sciopero, i giornalisti de La Città di Salerno trovarono la porta della redazione chiusa. Da quel momento prese il via una lunga battaglia giudiziaria per ristabilire i fatti e tutelare la dignità professionale di una categoria spesso stretta tra le difficoltà editoriali e scelte aziendali controverse.
La testata, tra le più note della provincia di Salerno e storicamente legata al Gruppo Editoriale L’Espresso, aveva attraversato un passaggio societario verso un diverso editore: è proprio in quella fase che maturarono i licenziamenti poi contestati.
Ora arriva la svolta. La sezione Lavoro della Corte d’Appello di Salerno ha ribaltato la sentenza di primo grado, accogliendo il ricorso di sette professionisti e dichiarando nulli i licenziamenti del 2019. I giudici hanno disposto il ripristino dei rapporti di lavoro e il pagamento di tutte le retribuzioni maturate da febbraio 2019 fino all’effettivo reintegro.
La decisione riguarda i giornalisti Vito Bentivenga, Clemy De Maio, Maurizio D’Elia, Piero Delle Cave, Enrico Scapaticci, Michele Spiezia e Monica Trotta, assistiti dagli avvocati Marcello Murolo e Ottavio Basso.
Sui social, Clemy De Maio ha commentato: “Avevamo ragione: i licenziamenti del 2019 erano nulli, ‘tamquam non esset’ scrive la Corte d’Appello della sezione Lavoro, che dopo 7 anni ristabilisce la verità e la giustizia, condannando gli editori al ripristino del rapporto lavorativo e al pagamento di tutte le retribuzioni dal febbraio del 2019 fino all’effettivo reintegro”.
I giudici di secondo grado hanno dunque ritenuto illegittimi i provvedimenti, condannando gli editori non solo al reintegro ma anche alla corresponsione integrale delle mensilità arretrate, chiudendo un capitolo che ha segnato profondamente il mondo dell’informazione salernitana.




