La sentenza della Terza Sezione di Salerno conferma la regolarità della procedura per quattro agenti, il sindaco Iuliano attacca sulle polemiche nate attorno alla vicenda
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione di Salerno, ha respinto il ricorso presentato da uno dei candidati contro il concorso pubblico bandito dal Comune di Roccadaspide per la copertura di quattro posti di agente di Polizia Locale a tempo parziale e indeterminato, categoria C1, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 20 dicembre 2019.
La decisione dei giudici amministrativi mette un punto a una vicenda che negli ultimi mesi aveva alimentato contestazioni e polemiche. La sentenza conferma infatti la piena legittimità delle procedure concorsuali, dell’operato della commissione esaminatrice e della graduatoria finale, lasciando invariato l’esito del concorso.
Il ricorso era nato dopo il mancato superamento della seconda prova scritta da parte di uno dei partecipanti. Il candidato aveva ottenuto 12,5 punti su 30 nell’elaborato teorico-pratico, punteggio insufficiente per accedere alla prova orale, riservata a chi avesse raggiunto almeno 21 punti su 30, come previsto dal bando.
Nel ricorso erano stati sollevati diversi rilievi: dalla presunta incompetenza del Responsabile dell’Area Tecnica nella nomina della commissione alla contestazione dei criteri di valutazione, ritenuti non chiari e non adeguatamente prestabiliti. Era stata inoltre ipotizzata una disparità di trattamento nella correzione degli elaborati rispetto ad altri concorrenti.
Il Tar, però, ha respinto punto per punto le contestazioni. I magistrati hanno chiarito che il regolamento comunale attribuisce la nomina della commissione al Responsabile del settore interessato e hanno ribadito che la commissione dispone di un’ampia discrezionalità tecnica nello svolgimento delle proprie funzioni, sia nella definizione dei criteri sia nella correzione delle prove.
Secondo quanto evidenziato nella sentenza, la commissione aveva predisposto una griglia di valutazione articolata e fondata su indicatori precisi, relativi al contenuto, al linguaggio tecnico e all’organizzazione del testo. Parametri che, per i giudici, hanno garantito trasparenza e correttezza nell’espressione del giudizio.
Il Tar ha inoltre sottolineato un principio centrale: il giudice amministrativo non può sostituirsi alla commissione nella valutazione di merito degli elaborati, salvo la presenza di errori macroscopici, che in questo caso non sono stati riscontrati. Anche il riesame in autotutela avviato dal Comune aveva peraltro confermato il punteggio iniziale e quindi la correttezza dell’esito concorsuale.
La graduatoria finale resta dunque valida, con piena conferma delle assunzioni già effettuate. Un pronunciamento che rafforza l’impianto amministrativo del Comune e chiude, almeno sul piano giudiziario, una vicenda che aveva assunto anche un forte rilievo pubblico e politico.
Durissimo il commento del sindaco di Roccadaspide, Gabriele Iuliano, che dopo la sentenza ha parlato di “strumentalizzazione penosa” e di una campagna di denigrazione ai danni dell’ente e di persone coinvolte nella procedura. Il primo cittadino ha rivendicato la correttezza degli uffici comunali, sostenendo che il pronunciamento del Tar abbia certificato ancora una volta la regolarità dell’azione amministrativa.


