Ancora senza risposta la richiesta dell’attivista al Piano di Zona S9: il Garante regionale chiede chiarimenti sulla mancanza di sollevatori
Raggiungere la spiaggia attraverso una passerella, trovare una sedia da mare e non poterla utilizzare perché manca un sollevatore. È la difficoltà al centro della richiesta che Christian D’Urso, attivista per i diritti delle persone con disabilità, ha indirizzato al Piano di Zona S9. Una segnalazione sull’effettiva accessibilità dei servizi balneari, accompagnata dalla richiesta di attrezzature adeguate per la prossima stagione.
Secondo quanto riferito dall’attivista, dall’Ente non è ancora arrivata una risposta. La questione ha invece ricevuto un riscontro dal Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità della Campania, Paolo Colombo. Con una nota del 10 settembre 2026, il Garante ha scritto al Piano di Zona S9, chiedendo chiarimenti e un accomodamento ragionevole.
La vicenda riguarda gli accessi al mare predisposti nei Comuni del territorio dell’ambito sociale. D’Urso ne riconosce l’importanza, ma segnala una carenza che può limitarne l’utilizzo proprio alle persone con maggiori difficoltà motorie.
Una passerella non risolve tutte le difficoltà
Nella richiesta, l’attivista parte dal valore dei servizi già realizzati. Le spiagge dedicate rappresentano un intervento fondamentale per consentire partecipazione, socialità e fruizione del mare in condizioni di parità.
Perché questa possibilità sia effettiva, però, occorre considerare anche il passaggio dalla carrozzina alla sedia da mare. Per una persona non deambulante, oppure con una grave compromissione della mobilità, questo trasferimento può richiedere attrezzature specifiche.
È qui che D’Urso individua la criticità: secondo la sua segnalazione, le strutture non risultano dotate dei sollevatori necessari. La presenza di una passerella o di una sedia da mare, quindi, non esaurisce le esigenze di accessibilità.
Nella lettera pone una domanda precisa:
«come può una persona con disabilità grave, non deambulante e priva della possibilità di effettuare in totale sicurezza i trasferimenti, utilizzare realmente il servizio predisposto se presso l’accesso al mare non è disponibile un sollevatore?»
L’interrogativo riguarda il momento in cui l’accesso predisposto deve trasformarsi nella possibilità concreta di entrare in acqua. Arrivare fino alla spiaggia può essere soltanto una parte del percorso.
Il peso dell’assistenza su familiari e accompagnatori
La segnalazione affronta anche le condizioni nelle quali vengono effettuati i trasferimenti in assenza delle attrezzature.
D’Urso evidenzia i rischi delle operazioni manuali affidate a familiari, accompagnatori o personale presente, quando mancano condizioni tecnicamente e fisicamente sicure. Una difficoltà che, osserva, riguarda sia la persona assistita sia chi deve aiutarla.
Il punto centrale della richiesta è dunque l’effettiva fruibilità del servizio. Una spiaggia può presentare percorsi facilitati e ausili, ma restare utilizzabile soltanto in parte da chi necessita di ulteriore assistenza.
L’attivista chiede di affrontare questa esigenza nella programmazione dei servizi, attraverso strumenti adeguati e modalità di trasferimento definite.
Le verifiche richieste al Piano di Zona S9
D’Urso sollecita una verifica degli accessi al mare e delle spiagge dedicate alle persone con disabilità nei Comuni interessati.
Tre sono gli aspetti sui quali domanda un riscontro. Il primo riguarda quali accessi siano dotati di sollevatori o dispositivi equivalenti, idonei al trasferimento delle persone non deambulanti.
Il secondo riguarda le modalità previste per passare dalla carrozzina alla sedia da mare in condizioni di sicurezza. Il terzo interessa le eventuali valutazioni dei rischi legati all’assenza delle attrezzature e alle forme di assistenza attualmente adottate.
Alla ricognizione si accompagna una richiesta operativa: almeno un sollevatore adeguato per ciascun accesso al mare destinato alle persone con disabilità. L’attivista chiede che la dotazione venga programmata e garantita, al più tardi, per la prossima stagione balneare.
L’intervento auspicato prevede un coordinamento tra Piano di Zona S9 e Comuni, inserendo la questione nella programmazione territoriale.
Il Garante interviene, resta attesa la risposta dell’Ente
La richiesta ha trovato seguito nella comunicazione firmata dall’avvocato Paolo Colombo e indirizzata al Piano di Zona S9. Christian D’Urso è indicato come destinatario per conoscenza.
Il Garante conferma di avere ricevuto la segnalazione, allegata alla nota, e scrive: «sollecito un chiarimento in merito e un accomodamento ragionevole». Chiede inoltre che la risposta venga trasmessa anche all’attivista.
Si tratta di un intervento formale sulla questione sollevata da D’Urso. Nella documentazione disponibile non figura ancora una risposta del Piano di Zona con verifiche, decisioni o tempi di adeguamento.
Resta quindi atteso il riscontro scritto richiesto dall’attivista. Dovrà chiarire quali attrezzature siano disponibili e quali iniziative l’Ente intenda adottare per la prossima stagione balneare.




