Aggressione choc ai danni di una donna di 52 anni, il Gip conferma la custodia cautelare, esclusa l’ipotesi di tentato femminicidio
Resta in carcere il 35enne originario di Perdifumo, accusato della violenta aggressione avvenuta a Perdifumo ed arrestato dai militari della Compagnia di Agropoli, ai danni di una donna di 52 anni. Il Gip Giuseppe Saponiero ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere alla luce della gravità del quadro accusatorio.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo dovrà rispondere di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e possesso di arma clandestina. Un passaggio giuridico rilevante riguarda l’esclusione dell’ipotesi di tentato femminicidio: una scelta che, secondo la difesa, potrebbe incidere sull’evoluzione del procedimento, aprendo alla possibilità di riti alternativi e a eventuali riduzioni di pena in caso di condanna.
I fatti risalgono alla notte tra il 1° e il 2 maggio. Stando alle indagini, l’aggressione sarebbe scaturita dal rifiuto della donna di avere un rapporto sessuale. Da lì, una escalation di violenza: la vittima sarebbe stata colpita più volte al volto e scaraventata a terra, con la testa sbattuta ripetutamente contro il pavimento.
L’uomo avrebbe inoltre utilizzato una pistola per minacciarla, tentando successivamente di strangolarla con un cavo elettrico. Dopo l’aggressione si è dato alla fuga in auto, ma è stato intercettato poche ore dopo lungo la Variante Cilentana, nei pressi dello svincolo di Agropoli Nord, anche grazie ai sistemi di videosorveglianza. Alla vista dei Carabinieri non si è fermato all’alt, terminando la corsa fuori strada dopo un breve inseguimento.
La donna è stata soccorsa e trasferita in ospedale: non è in pericolo di vita, ma resta sotto osservazione per le conseguenze del trauma cranico e del tentativo di strangolamento.
Sul piano umano e sociale, il caso riaccende un tema che non può essere ridotto a una semplice cronaca giudiziaria: la violenza contro le donne continua a manifestarsi con modalità sempre più gravi e spesso imprevedibili, rendendo evidente quanto resti ancora da fare sul fronte della prevenzione e della tutela delle vittime.




