La chiusura di un’attività storica in viale Europa riaccende il dibattito sul proliferare dei distributori automatici, mentre il Piano commerciale atteso da anni resta ancora fermo al palo
Ad Agropoli torna d’attualità il dibattito sul futuro commerciale della città. A riaccendere la discussione è stato il consigliere comunale di opposizione Raffaele Pesce, che ha preso spunto da un fatto concreto: la chiusura del punto vendita de “L’Angolo del Pane” in viale Europa, attività che continuerà comunque con il forno e la pizzeria nella storica sede di via Filippo Patella.
Ciò che ha suscitato maggiore perplessità è però la destinazione del locale che si libererà: al suo posto dovrebbe aprire un nuovo distributore automatico H24.
Una trasformazione che, secondo Pesce, rappresenta l’ennesimo segnale di un cambiamento commerciale che da anni interessa il centro cittadino senza che sia stato ancora approvato il SIAD, lo Strumento comunale d’intervento per l’apparato distributivo previsto dalla normativa regionale.
«Il Piano commerciale non è stato ancora approvato dopo quattro anni di amministrazione», osserva il consigliere, sottolineando come questo strumento dovrebbe servire a regolamentare l’organizzazione merceologica, l’estetica urbana e l’utilizzo degli spazi pubblici destinati alle attività commerciali.
La riflessione non riguarda soltanto l’apertura di nuovi distributori automatici. Al centro del dibattito c’è infatti il modello di città che Agropoli intende costruire per il proprio futuro turistico e commerciale.
Pesce evidenzia come la presenza crescente di distributori automatici e negozi monotematici stia modificando l’immagine del centro urbano, ponendo interrogativi sulla qualità dell’offerta commerciale e sulla capacità delle istituzioni di governare questi cambiamenti.
Un tema che non è affatto nuovo.
Già nel 2022 l’avvocato Attilio Pescora aveva lanciato un allarme molto simile. In un lungo intervento pubblico denunciava la proliferazione dei distributori automatici di snack e bevande, compresi gli alcolici, soprattutto nelle aree centrali della città.
Pescora raccontava di aver osservato più volte questi punti vendita, notando una presenza significativa di giovanissimi tra la clientela e manifestando preoccupazione per la facilità con cui i minori potessero entrare in contatto con bevande alcoliche a prezzi contenuti e senza un controllo diretto da parte di un gestore.
Una riflessione che andava oltre il semplice rispetto delle norme e chiamava in causa il ruolo della politica e dell’amministrazione nella tutela delle fasce più giovani della popolazione.
A distanza di quattro anni, il quadro descritto allora appare sostanzialmente immutato. Il SIAD continua a non essere stato approvato e il dibattito sul rapporto tra libertà d’impresa, qualità urbana e tutela del commercio tradizionale resta aperto.
La questione non riguarda soltanto l’apertura di un nuovo distributore automatico. Riguarda piuttosto la capacità di una città turistica di definire una propria identità commerciale, di stabilire regole chiare e di decidere quale immagine offrire ai residenti e ai visitatori.
Perché il commercio non è soltanto economia: è anche il volto con cui una città si presenta al mondo.


