A Pontecagnano Faiano parte la procedura per l’inserimento dell’area nel Piano regionale delle bonifiche, Silvestri: “Finalmente si passa dalle parole ai fatti”
A Pontecagnano Faiano si apre una nuova fase per il sito inquinato di via Lago di Caldonazzo. Dopo quasi vent’anni di stallo, è stato avviato l’iter amministrativo per l’inserimento dell’area nel Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate della Regione Campania.
A comunicarlo è il consigliere comunale Raffaele Silvestri, capogruppo di Fratelli d’Italia, a seguito di un incontro ufficiale svoltosi nei giorni scorsi presso il Comando di Polizia Municipale.
Secondo quanto riferito da Silvestri, il Comando di Polizia Municipale ha formalmente avviato la procedura prevista dall’articolo 14 della legge regionale 14/2016. Il primo passaggio sarà la caratterizzazione dei rifiuti presenti sul terreno, necessaria per definire la natura dei materiali sversati illecitamente e quantificare il finanziamento regionale utile alla bonifica.
Nelle scorse settimane si è sviluppata un’interlocuzione tra il vicecomandante Cestara e gli uffici competenti della Regione Campania. I tecnici regionali hanno indicato come passaggio obbligatorio l’intervento dell’ARPAC, chiamata a effettuare campionamenti e verifiche sull’area.
Il vicecomandante ha già trasmesso una nota ufficiale all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, ente incaricato di procedere con gli accertamenti tecnici.
Per Silvestri si tratta di “un punto di svolta decisivo” per una vicenda rimasta bloccata per anni, nonostante i periodici sversamenti illeciti e le denunce presentate alla Procura.
“La nota ufficiale inviata all’ARPAC rappresenta una vittoria per la legalità, la salute pubblica e la tutela del nostro territorio”, afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia.
Il consigliere annuncia inoltre che continuerà a vigilare affinché i rilievi vengano eseguiti nel più breve tempo possibile, così da consentire il passaggio alle successive fasi dell’iter.
Una vicenda che ora entra in una fase concreta, ma che richiederà attenzione costante. Dopo anni di immobilismo, il punto vero sarà capire se l’avvio della procedura saprà trasformarsi in tempi certi, risorse disponibili e interventi effettivi su un’area che da troppo tempo rappresenta una ferita ambientale per la Litoranea.


