Provvedimento della Procura di Lagonegro a Policastro Bussentino, coinvolti 32 indagati tra tecnici, professionisti, acquirenti e funzionari comunali
Sei fabbricati in corso di costruzione, per oltre 15 unità abitative e un valore complessivo stimato superiore a 1,5 milioni di euro, sono stati sottoposti a sequestro preventivo nella località Isca dei Macelli, a Policastro Bussentino, frazione del comune di Santa Marina. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata odierna dal personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Lagonegro, dalla Guardia di Finanza, dai Carabinieri Forestali del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dai Carabinieri della Stazione di Vibonati.
L’ordinanza, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lagonegro il 4 giugno 2026, riguarda ipotesi di reato legate a presunta lottizzazione abusiva, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Lagonegro, l’attività investigativa avrebbe consentito di accertare una trasformazione urbanistica di un’area agricola di circa 24.276 metri quadrati, classificata come zona agricola dal vigente Piano Regolatore Generale. Gli investigatori ritengono che il terreno sia stato progressivamente frazionato in 18 lotti e successivamente interessato da interventi edilizi realizzati attraverso titoli autorizzativi che sarebbero stati ottenuti sulla base di presunte attestazioni tecniche non veritiere.
L’inchiesta, definita dagli inquirenti di ampio respiro, ha portato all’iscrizione di 32 persone nel registro degli indagati. Tra questi figurano lottizzatori, procuratori speciali, progettisti, direttori dei lavori, acquirenti, venditori e responsabili pro tempore dell’Ufficio Tecnico Comunale coinvolti nelle procedure di rilascio dei titoli edilizi.
Il Gip ha ritenuto sussistenti sia il fumus del reato di lottizzazione abusiva sia il periculum in mora, ravvisando il rischio che il completamento delle opere o la loro eventuale alienazione a terzi potesse aggravare gli effetti dell’illecito ipotizzato e compromettere l’efficacia di una futura confisca obbligatoria.
La Procura di Lagonegro ha evidenziato come l’attività si inserisca nell’ambito delle iniziative finalizzate alla tutela del territorio, del paesaggio e del suolo agricolo del Basso Cilento, con particolare attenzione alla prevenzione del consumo di suolo e al contrasto delle trasformazioni urbanistiche ritenute illegittime.
Come previsto dalla normativa vigente, la Procura ricorda che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario. La responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.




