Dal sogno paralimpico alla lama da corsa, il percorso del musicista e docente sostenuto da una rete istituzionale e umana
Luca Ferruzzi, musicista, docente e atleta paralimpico, ha trasformato un ostacolo burocratico in una storia di riscatto personale e collettivo. La sua vicenda parte dal 26 gennaio 2022, quando si reca al Centro di preparazione paralimpica di Roma per una valutazione tecnica.
Il responso è positivo: il potenziale sportivo è alto. Ma il percorso si scontra subito con un problema concreto. Le protesi sportive di ultima generazione non sono mutuabili dal Sistema Sanitario Nazionale e i fondi del Comitato Italiano Paralimpico risultano bloccati a causa dell’emergenza Covid-19.
Per correre servono 15.000 euro. Una cifra che rischia di fermare il sogno prima ancora dell’inizio.
Il ruolo di Roccadaspide
La svolta arriva a Roccadaspide. L’amministrazione comunale e l’ufficio del Piano di Zona S7 intercettano un bando della Regione Campania dedicato all’inclusione e alla disabilità.
Da quella intuizione nasce un finanziamento complessivo di 100.000 euro, destinato a voucher per lo sport delle persone con disabilità, all’abbattimento delle barriere architettoniche negli impianti e anche all’acquisto della protesi sportiva per Luca.
Non una semplice raccolta fondi, dunque, ma un progetto istituzionale capace di trasformare la solidarietà in azione concreta.
La protesi e la rinascita
Ottenere le risorse non basta. Ferruzzi affronta un lungo percorso tecnico, studiando materiali, pesi, flessioni e risposte elastiche delle componenti protesiche. Dopo difficoltà e delusioni, decide di tornare nell’officina ortopedica di Lecce che lo aveva seguito da bambino.
Nel giugno 2023 la lama da corsa diventa finalmente realtà. Da quel momento, la vita di Luca riparte su due binari: la musica e l’atletica.
Ottiene la cattedra di ruolo come docente di Percussioni al Convitto Nazionale “Agostino Nifo” di Sessa Aurunca e continua ad allenarsi con determinazione.
L’argento internazionale
Nel marzo 2024 arriva il risultato più importante: al World Para Athletics Grand Prix di Jesolo, Luca conquista un secondo posto internazionale. Una medaglia d’argento che racconta molto più di una prestazione sportiva.
Dietro quel podio ci sono anni di ostacoli, pratiche, studio, sacrifici e una rete di persone che ha scelto di non restare ferma.
Dallo sport all’inclusione
Ferruzzi porta poi la sua esperienza anche fuori dalla pista. Nel novembre 2024 partecipa a un cortometraggio sull’inclusione insieme alla professoressa Lucia Galdieri e agli studenti del Liceo Artistico di Cascano, con riprese realizzate a Campo Imperatore, sul Gran Sasso.
Nel 2025 decide di compiere un ulteriore passo: diventare tecnico istruttore paralimpico, per restituire agli altri ciò che lui ha conquistato con fatica.
La sua storia non è soltanto un racconto di forza individuale. È una lezione sul valore delle sinergie, delle istituzioni quando funzionano e delle comunità quando scelgono di accompagnare, invece di limitarsi ad applaudire.
Come scrive lo stesso Ferruzzi: “Alle Olimpiadi si creano gli eroi. Alle Paralimpiadi arrivano gli eroi. Ma sia in condizione di disabilità o non, da soli non si va da nessuna parte”.




