Dopo la decadenza della concessione e i provvedimenti di chiusura, le verifiche hanno portato al sequestro dell’intero complesso tra stabilimento balneare, villaggio turistico e aree pertinenziali occupate
Sequestro preventivo per il complesso balneare e turistico “Dream” di Capaccio Paestum, in località Ponte di Ferro. Il provvedimento è stato eseguito il 10 giugno dal personale della Polizia Locale, sotto la direzione del maggiore Antonio Rinaldi, insieme ai Carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo, dipendenti dalla Compagnia di Agropoli guidata dal capitano Giuseppe Colella.
All’operazione ha preso parte anche il personale tecnico dell’Ufficio Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune.
Occupati 15.900 metri quadrati
Il sequestro ha riguardato una superficie complessiva di circa 15.900 metri quadrati appartenente al Demanio dello Stato, ramo marittimo. Secondo quanto accertato, la società ex concessionaria avrebbe continuato a utilizzare le aree nonostante la decadenza della concessione demaniale marittima, disposta il 25 settembre 2024.
Il 12 maggio 2025 il responsabile del SUAP aveva inoltre disposto la revoca delle licenze d’esercizio e l’ordinanza di chiusura immediata delle attività di campeggio e stabilimento balneare.
Stabilimento, villaggio e aree logistiche
Dai rilievi fotografici e dagli accertamenti sarebbe emersa la prosecuzione delle attività ricettive, in violazione delle ordinanze di sgombero e cessazione.
Nel dettaglio, il provvedimento ha interessato uno stabilimento balneare di circa 4.500 metri quadrati, attrezzato con 130 ombrelloni, 260 lettini, 10 gazebo, area giochi, docce, bar, ristorante e pizzeria.
Sotto sequestro anche il villaggio turistico, esteso per altri 4.500 metri quadrati, composto da 36 moduli abitativi e strutture di servizio. A questi si aggiungono circa 7.000 metri quadrati di aree interne destinate a verde, parcheggio e campeggio.
Ipotesi di violazione dei sigilli
L’area dello stabilimento era già stata sottoposta a sequestro preventivo il 3 luglio 2025 dalla Guardia di Finanza di Agropoli e dalla Sezione Operativa Navale di Salerno, con provvedimento convalidato dal Tribunale di Salerno l’8 luglio 2025.
La presunta prosecuzione dell’attività ha portato a ipotizzare, oltre all’occupazione abusiva di area demaniale, anche la violazione dei sigilli.
I vincoli sull’area
Il quadro contestato riguarda violazioni del Codice Penale, del Codice della Navigazione e della normativa edilizia, paesaggistica e idrogeologica.
L’area ricade in un comparto sottoposto a diversi vincoli: zona F5, arenili demaniali, vincolo sismico, tutela delle bellezze naturali e vincolo archeologico legato all’antica città di Paestum.
La posizione del sindaco
«L’operazione condotta in località Ponte di Ferro riafferma la centralità dell’azione di ripristino della legalità e di tutela del patrimonio pubblico avviata da questa amministrazione», ha dichiarato il sindaco di Capaccio Paestum.
Il primo cittadino ha parlato di «occupazione sine titulo di quasi sedicimila metri quadrati di area demaniale marittima» e ha ringraziato Polizia Locale, Carabinieri e personale tecnico comunale per l’intervento.
Una vicenda che conferma quanto il tema del demanio marittimo resti delicato: le regole valgono per tutti, soprattutto quando si tratta di beni pubblici e di aree sottoposte a vincoli così rilevanti.







