La Procura chiede il giudizio immediato per un 47enne salernitano accusato di atti persecutori dopo la fine della relazione con un infermiere
Un operatore sanitario di 47 anni finisce a processo con l’accusa di stalking nei confronti dell’ex compagno, un infermiere di 31 anni residente a Giffoni Valle Piana e originario del Cilento. La vicenda, emersa dopo un episodio avvenuto all’interno dell’ospedale Ruggi di Salerno, approda ora davanti all’autorità giudiziaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il pubblico ministero della Procura di Salerno, Morris Saba, ha richiesto il giudizio immediato per il 47enne salernitano, ritenendo sufficientemente gravi gli elementi raccolti nel corso delle indagini.
La relazione e la rottura
Al centro dell’inchiesta vi sarebbe una relazione sentimentale durata alcuni mesi tra i due operatori sanitari, entrambi impiegati presso l’ospedale di via San Leonardo. La fine del rapporto avrebbe dato origine a una serie di episodi che, secondo l’accusa, sarebbero sfociati in comportamenti persecutori nei confronti del più giovane.
Gli accertamenti condotti dagli inquirenti descrivono un clima di forte conflittualità sviluppatosi dopo la separazione. Il 31enne, originario del Cilento, avrebbe denunciato minacce, continue pressioni e anche presunte aggressioni fisiche.
La lite al Pronto soccorso
L’episodio più grave contestato dalla Procura sarebbe avvenuto nello scorso mese di aprile all’interno del Pronto soccorso del Ruggi, dove una discussione tra i due sarebbe degenerata fino a trasformarsi in una vera e propria colluttazione.
Secondo l’impianto accusatorio, la lite rappresenterebbe il culmine di mesi di contrasti e tensioni. Tra gli episodi segnalati figurano anche presunti schiaffi e aggressioni che il 31enne avrebbe subito dopo la conclusione della relazione.
Sarà ora il processo a fare piena luce sulla vicenda e ad accertare eventuali responsabilità dell’imputato.


