Sequestrati dispositivi informatici e materiale cartaceo, gli investigatori verificano eventuali collegamenti con reti estremiste attive sul web
Un giovane di 26 anni residente a Capaccio Paestum è finito sotto indagine nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno sulla diffusione online di contenuti di matrice antisemita e ispirati all’ideologia nazionalsocialista.
L’operazione è stata eseguita dai militari del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros), con il supporto di specialisti informatici, che hanno dato esecuzione a una perquisizione nei confronti dell’indagato. Al termine delle attività, il 26enne è stato iscritto nel registro degli indagati con accuse che comprendono apologia del fascismo, propaganda discriminatoria e istigazione fondata su motivazioni razziali, etniche e religiose.
Le accuse
Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane avrebbe utilizzato diverse identità virtuali per operare sui social network e su altre piattaforme di comunicazione online, diffondendo messaggi estremisti e contenuti riconducibili alla propaganda nazista.
Gli investigatori ritengono che i profili utilizzati fossero in gran parte anonimi o riconducibili a pseudonimi, circostanza che avrebbe consentito una diffusione più ampia dei contenuti senza un’immediata identificazione dell’autore.
Materiale sequestrato
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati telefoni cellulari, supporti informatici e documentazione cartacea ritenuta di interesse investigativo.
Tra il materiale rinvenuto figurerebbero libri, documenti e pubblicazioni riconducibili all’ideologia fascista e nazista, elementi che saranno ora sottoposti ad approfonditi accertamenti da parte degli investigatori.
Le indagini proseguono
L’attenzione degli inquirenti è ora concentrata sull’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati. Gli approfondimenti serviranno a ricostruire l’attività online dell’indagato e a verificare l’eventuale esistenza di contatti o collegamenti con altre persone o gruppi impegnati nella diffusione di contenuti estremisti.
L’inchiesta punta inoltre a chiarire la portata della rete di relazioni digitali del giovane e a stabilire se le attività contestate fossero riconducibili a iniziative individuali oppure inserite in contesti più ampi, attivi sia a livello locale che nazionale.


