Il Comune approva l’atto di indirizzo per la manutenzione del tratto fociale, la stessa zona era stata sottoposta a sequestro nel 2025, torna il dibattito sulla reale portata degli interventi
La foce del fiume Testene torna al centro del dibattito cittadino. La Giunta comunale di Agropoli, con la deliberazione n. 377 del 23 giugno 2026, ha approvato un atto di indirizzo per autorizzare interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e di pulizia del tratto fociale, accogliendo la proposta presentata dall’associazione “Il Barracuda”, concessionaria dell’area demaniale fluviale.
Secondo quanto riportato nella delibera, gli interventi consistono nella movimentazione e ricollocazione in sito del materiale lapideo e sedimentario già presente, senza apporto di materiale esterno e senza la realizzazione di nuove opere. L’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare la funzionalità idraulica della foce, eliminando gli accumuli che ostacolano il regolare deflusso delle acque e riducendo il rischio idrogeologico.
L’area era stata sequestrata nel 2025
La vicenda, però, non parte da oggi.
Proprio quella porzione della foce del Testene era stata sottoposta a sequestro penale nel maggio 2025, nell’ambito di un’indagine relativa a lavori di movimentazione del materiale lapideo ritenuti privi delle necessarie autorizzazioni. Successivamente il sequestro è stato revocato, ma quel procedimento ha segnato uno dei casi più discussi degli ultimi anni ad Agropoli, alimentando interrogativi sulla gestione di un’area particolarmente delicata sotto il profilo ambientale.
Oggi la stessa zona torna nuovamente al centro dell’attenzione attraverso una delibera che qualifica l’intervento come attività di manutenzione ordinaria.
Pulizia o trasformazione?
Ed è proprio questo l’aspetto destinato a far discutere.
La delibera precisa più volte che gli interventi non altereranno l’assetto del corso d’acqua, non comporteranno opere permanenti e non modificheranno definitivamente lo stato dei luoghi, configurandosi come semplici attività manutentive. Contestualmente, però, viene autorizzata la movimentazione e la ricollocazione del materiale lapideo presente nell’area, con il rilascio di un’autorizzazione demaniale temporanea.
Una distinzione che inevitabilmente riapre il confronto. Per molti cittadini e osservatori la domanda resta la stessa: si tratta esclusivamente di una pulizia della foce oppure di un intervento destinato a incidere, seppur progressivamente, sulla conformazione dell’area?
È un interrogativo che assume ancora maggiore rilevanza proprio perché riguarda una zona che in passato è già stata oggetto di un procedimento giudiziario.
La decisione della Giunta
Con il provvedimento approvato all’unanimità, la Giunta guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi ha dato mandato all’Area Porto e Demanio Marittimo di procedere al rilascio dell’autorizzazione temporanea necessaria per l’esecuzione degli interventi.
La delibera rappresenta quindi un nuovo capitolo della vicenda Testene. Una questione che continua a dividere l’opinione pubblica e che, anche questa volta, difficilmente si esaurirà con la sola definizione di “pulizia della foce”, soprattutto alla luce della storia recente di quell’area.

