L’attivista ambientale interviene dopo il ritrovamento del secondo nido di Caretta caretta, criticando l’avvio della pulizia meccanica dell’arenile a giorni alterni
MONTECORICE. La scoperta del secondo nido di tartaruga marina lungo il litorale di Baia Arena riaccende il dibattito sulla tutela ambientale. A lanciare l’allarme è l’attivista Daniele Guariglia, che esprime forte preoccupazione per l’avvio della pulizia meccanica della spiaggia, iniziata venerdì 26 giugno e destinata a proseguire a giorni alterni fino al termine della stagione estiva.
Secondo Guariglia, la presenza dei mezzi meccanici potrebbe compromettere il monitoraggio delle nidificazioni delle tartarughe marine. «Da quest’anno c’è un però, una spiacevole novità: dobbiamo sperare che la nidificazione su questo tratto di costa avvenga a giorni alterni», afferma, sottolineando come il passaggio dei mezzi cancelli le tracce lasciate dagli animali durante la risalita sulla spiaggia, rendendo più difficile individuare eventuali nuovi nidi.
L’attivista evidenzia inoltre le possibili conseguenze a lungo termine sull’ecosistema costiero. «La pulizia con mezzi meccanici non solo cancella ogni traccia di risalita delle tartarughe, ma con il tempo comporta una perdita del naturale profilo costiero e, di conseguenza, un’accelerazione dei processi di erosione, oltre a numerose altre problematiche ambientali», sostiene.
Guariglia punta il dito anche contro alcuni comportamenti dei frequentatori delle spiagge. «Tutto questo per accontentare turisti che abbandonano rifiuti sull’arenile e pretendono di trovarlo perfettamente pulito il giorno successivo e, ancor peggio, turisti che scelgono una spiaggia quasi del tutto naturale ma si lamentano della presenza di piccoli pezzi di legno o rami sotto la sabbia».
Infine, l’appello a preservare un tratto di costa considerato un esempio di equilibrio tra fruizione e conservazione della natura. «Questo litorale, rimasto negli anni al riparo dall’invasione degli stabilimenti balneari, dall’illuminazione artificiale e dalla pulizia meccanica, la scorsa estate ha ospitato ben nove nidi in appena 600 metri. Rappresenta un modello da divulgare e imitare e dobbiamo fare tutto il possibile perché continui ad esserlo», conclude.

