La Porta: «816 strutture ma solo 95mila presenze. Serve un sistema turistico capace di aumentare soggiorni, permanenza media e ricadute economiche»
AGROPOLI – Tante strutture ricettive, ma un numero di presenze che resta nettamente inferiore rispetto a quello registrato in altre importanti località della costa cilentana. È il dato sul quale accende i riflettori Massimo La Porta, consigliere comunale di opposizione ad Agropoli, commentando il prospetto relativo ai flussi turistici registrati sul territorio.

I numeri indicano per Agropoli 816 strutture ricettive e 95.184 presenze. La città risulta seconda per numero di strutture tra i comuni presi in considerazione, ma soltanto settima per pernottamenti.
La Porta: «Il dato di Agropoli merita attenzione»
La Porta parte però da una precisazione necessaria per una corretta lettura dei numeri.
«Il prospetto offre un’indicazione utile, anche se non fotografa da solo l’intera forza turistica del Cilento. Le presenze non sono il numero dei turisti arrivati, ma le notti trascorse nelle strutture ricettive: quattro persone che soggiornano per sette notti producono 28 presenze».
Nel conteggio, sottolinea il consigliere, non rientrano infatti gli escursionisti giornalieri, le seconde case esterne al circuito ricettivo e gli eventuali pernottamenti non registrati.
Fatta questa premessa, secondo La Porta il confronto resta significativo: «Il dato di Agropoli merita attenzione: 816 strutture ricettive e appena 95.184 presenze. Siamo secondi per numero di strutture tra i comuni indicati, ma soltanto settimi per pernottamenti».
Il confronto con Camerota
A pesare è soprattutto il paragone con Camerota, che con un numero inferiore di strutture ricettive riesce a totalizzare quasi cinque volte le presenze di Agropoli.
Un divario che, secondo l’esponente dell’opposizione, impone una riflessione non tanto sulla quantità delle attività presenti, quanto sulla capacità effettiva del sistema locale di trasformare gli arrivi in soggiorni.
«Il problema, quindi, non è soltanto quante attività esistono, ma quanti posti letto sono realmente disponibili, quanto vengono occupati e per quanti giorni i visitatori restano in città».
«Mancano strutture organizzate e servizi»
La Porta evidenzia anche la particolare composizione dell’offerta ricettiva agropolese, caratterizzata soprattutto da locazioni brevi, case vacanza, bed and breakfast e affittacamere.

Una realtà che rappresenta una risorsa importante per l’economia cittadina, ma che, secondo il consigliere, dovrebbe essere affiancata da un’offerta maggiormente strutturata.
«Mancano però strutture organizzate e servizi capaci di attrarre gruppi, famiglie e soggiorni più lunghi».
Il punto centrale diventa quindi la capacità di trattenere il turista sul territorio e di aumentare la permanenza media, trasformando Agropoli da luogo di passaggio o meta per poche ore in una vera destinazione di soggiorno.
«Le attrazioni ci sono, manca un sistema turistico»
Per La Porta il problema non sarebbe la mancanza di attrattori. Agropoli dispone del mare, del porto, del borgo antico e del Castello, oltre a un’offerta legata allo sport, alla natura, alla cultura e all’enogastronomia. A questo si aggiunge la vicinanza con l’area archeologica di Paestum.
«Non mancano le attrazioni: manca ancora un sistema turistico capace di metterle realmente in rete».
Da qui la richiesta di una strategia complessiva che punti su trasporti efficienti, parcheggi, pulizia, servizi, eventi programmati con largo anticipo, promozione coordinata e offerte capaci di allungare la stagione turistica oltre i tradizionali mesi estivi.
L’obiettivo: aumentare i pernottamenti
Per il consigliere di opposizione il parametro sul quale misurare la crescita turistica di Agropoli non può dunque essere esclusivamente il numero delle strutture presenti.
«L’obiettivo non deve essere aumentare soltanto il numero delle strutture, ma i pernottamenti, la permanenza media e la ricaduta economica sul territorio».
La conclusione di La Porta sintetizza la sfida indicata per il futuro del comparto turistico cittadino: «Agropoli non può essere soltanto una città da visitare per qualche ora. Deve diventare una destinazione nella quale scegliere di restare».




