Segnalazioni, droga e l’accoltellamento tra giovani tunisini. Al sindaco Mutalipassi chiediamo quali misure siano state adottate
AGROPOLI. Mentre la politica discute e decide cosa fare sul fronte della sicurezza, c’è una parte della città che, soprattutto con il calare della sera, sembra essere stata lasciata a se stessa. È l’area dell’ex campo di accoglienza, quella che comprende il Parco Liborio Bonifacio e, in particolare, La Fornace, struttura nata con ben altre ambizioni e che oggi rischia di trasformarsi da spazio culturale e museale in luogo di ritrovo incontrollato.
Da settimane arrivano segnalazioni sulla presenza di gruppi di giovani, in prevalenza di origine magrebina, che frequenterebbero abitualmente la zona. Schiamazzi e comportamenti molesti vengono denunciati da chi vive o attraversa l’area, ma le segnalazioni riguarderebbero anche episodi riconducibili al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Un quadro che assume un peso ancora maggiore dopo quanto accaduto nei giorni scorsi proprio al Parco Bonifacio, dove una lite tra giovani tunisini è degenerata nell’accoltellamento di uno di loro da parte di un connazionale. Il ferito è stato trasportato all’ospedale di Vallo della Lucania, mentre sull’episodio sono immediatamente scattate le indagini delle forze dell’ordine.
Secondo quanto appreso, nell’ambito delle attività svolte successivamente ai fatti sarebbe stato fermato anche un giovane di origine magrebina trovato in possesso di una quantità di sostanza stupefacente. Per lui sarebbe scattata una denuncia a piede libero. Circostanze sulle quali, naturalmente, saranno gli accertamenti investigativi a fornire un quadro definitivo.
Ma proprio mentre le forze dell’ordine fanno il proprio lavoro, dalla politica cittadina arriva un silenzio che comincia a diventare assordante.
E allora qualche domanda al sindaco Roberto Mutalipassi è inevitabile.
L’amministrazione comunale ha rappresentato formalmente al Prefetto di Salerno le criticità che si stanno registrando ad Agropoli durante il periodo estivo? È stato richiesto un rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, considerando che in estate la popolazione presente in città aumenta sensibilmente?
Domande tutt’altro che peregrine, soprattutto osservando quanto avvenuto nella vicina Castellabate, dove il sindaco Marco Rizzo ha chiesto un potenziamento dei controlli e ha ottenuto la presenza estiva di personale della Polizia di Stato.
E ancora: il sindaco Mutalipassi era stato informato dell’episodio relativo al giovane trovato in possesso di sostanze stupefacenti? L’amministrazione conosce la situazione che viene segnalata da settimane nell’area del Parco Bonifacio e della Fornace? E, soprattutto, quali iniziative intende assumere?
Perché il problema non può essere ridotto alla nazionalità di chi commette determinati comportamenti. Il punto è un altro: ad Agropoli esistono zone nelle quali i cittadini chiedono maggiore controllo e una presenza più incisiva delle istituzioni. Ed è su questo che la politica deve rispondere.
Inaugurazioni, manifestazioni, tagli di nastri e comunicati raccontano certamente una parte della vita amministrativa. Ma il benessere di una città passa prima di tutto dalla possibilità di viverne tranquillamente parchi, strade e spazi pubblici.
La sicurezza non può diventare un argomento da affrontare soltanto dopo l’ennesimo episodio di cronaca.
Al sindaco e all’amministrazione comunale non chiediamo slogan. Chiediamo risposte precise: cosa è stato fatto fino ad oggi e cosa si intende fare per il Parco Bonifacio, La Fornace e le altre aree sensibili della città?
Perché mentre la politica riflette, Agropoli non può permettersi che pezzi del proprio territorio vengano consegnati, ogni sera, al degrado e all’illegalità.
