Esposto degli abitanti di Sabatella-Scigliati dopo mesi di episodi sospetti. Segnalati via vai notturni e intrusioni: «Ora servono controlli»
CAPACCIO PAESTUM. Quando arriva la sera, per alcuni residenti di Sabatella-Scigliati anche percorrere la strada che attraversa la zona PIP per raggiungere casa sarebbe diventato motivo di preoccupazione. Auto ferme ai margini della carreggiata, persone che si muovono al buio, presenze tra terreni e vegetazione e un via vai ritenuto anomalo hanno spinto un gruppo di cittadini a chiedere formalmente l’intervento delle autorità.
Non più soltanto segnalazioni o richieste informali. Gli abitanti, attraverso l’avvocato Dante Garofalo del Foro di Salerno, hanno presentato un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica, alla Prefettura di Salerno e ai Carabinieri, chiedendo che quanto denunciato venga verificato e che nella zona venga rafforzata la presenza delle forze dell’ordine.
Capaccio Paestum, sospetto spaccio nella zona PIP
A destare maggiore preoccupazione sarebbe ciò che accade nelle ore serali e notturne.
Secondo il racconto consegnato alle autorità, nella zona industriale si registrerebbe da tempo un movimento frequente di automobili e persone, con soste anche brevi e continui arrivi e partenze. Dinamiche che hanno fatto nascere tra gli abitanti il sospetto che in alcuni casi possano verificarsi scambi legati agli stupefacenti.
Un’ipotesi che resta tale e che dovrà essere verificata dagli investigatori. I residenti, infatti, non indicano responsabili né formulano accuse nei confronti di persone specifiche: chiedono piuttosto controlli capaci di chiarire la natura di quei movimenti.
A rendere il quadro ancora più inquietante per chi vive nella zona sarebbero alcune presenze notate tra siepi, sterpaglie e appezzamenti di terreno, con persone che si allontanerebbero rapidamente all’arrivo di veicoli o residenti.
«Tornare a casa la sera è diventato motivo di paura»
Il disagio maggiore viene segnalato lungo il collegamento tra l’area PIP e via Sabatella-Scigliati.
La scarsa illuminazione, unita alla presenza di auto in sosta e persone a piedi lungo la strada, avrebbe progressivamente aumentato il senso di insicurezza.
«Siamo stanchi di questa situazione. La sera abbiamo paura di percorrere quella strada per tornare a casa. Ci sono macchine ferme, persone che camminano al buio e una situazione che non ci fa sentire sicuri», raccontano gli abitanti.
Una paura che, stando a quanto contenuto nell’esposto, non sarebbe quindi legata a un singolo episodio, ma al ripetersi nel tempo di circostanze considerate anomale.
Scavalcate recinzioni, alcuni episodi sarebbero finiti nelle telecamere
C’è poi un altro elemento che ha fatto alzare ulteriormente il livello di preoccupazione: l’ingresso di estranei in alcune proprietà private.
I cittadini riferiscono di aver visto persone superare recinzioni e attraversare terreni privati per poi dileguarsi attraverso le zone di vegetazione.
Almeno parte di questi movimenti sarebbe stata registrata dagli impianti di videosorveglianza delle abitazioni. Materiale che potrebbe ora diventare utile per ricostruire quanto accade nell’area e che i residenti si sono detti pronti a mettere a disposizione degli investigatori insieme a date, orari e altre informazioni.
Le pattuglie sono già arrivate, ma per i residenti non basta
Carabinieri e Polizia di Stato, secondo quanto riferito dagli abitanti, sarebbero già intervenuti nella zona in diverse occasioni negli ultimi mesi.
La presenza delle pattuglie non sarebbe però bastata a risolvere definitivamente il problema. Terminati i controlli, le situazioni segnalate avrebbero continuato a ripetersi.
È proprio questo uno dei punti centrali dell’esposto: non interventi sporadici, ma un presidio più costante, concentrato soprattutto nelle ore in cui l’area diventa maggiormente isolata.
Garofalo: «Nessuna accusa, ma i cittadini hanno diritto alla sicurezza»
A sgomberare il campo da interpretazioni è l’avvocato Dante Garofalo, che ribadisce come l’iniziativa non sia diretta contro singole persone.
«I residenti non intendono sostituirsi alle Forze dell’Ordine e non intendono accusare persone determinate – dichiara – hanno però il diritto di segnalare una situazione che, secondo quanto da loro direttamente riferito, sta incidendo pesantemente sulla serenità e sulla sicurezza della loro vita quotidiana».
La decisione di formalizzare la vicenda, spiega il legale, arriva proprio dopo il ripetersi delle segnalazioni.
«L’esposto nasce dalla reiterazione delle circostanze segnalate, dagli episodi di accesso nelle proprietà private. Chiediamo semplicemente che vengano effettuati gli opportuni accertamenti e che la zona venga adeguatamente presidiata, soprattutto nelle ore nelle quali le criticità risultano maggiormente percepite».
Garofalo precisa infine un punto considerato essenziale:
«Non è una questione di nazionalità o provenienza delle persone. Quello che chiediamo è che vengano verificati eventuali comportamenti illeciti e che ai cittadini venga garantito il diritto di vivere e rientrare nelle proprie abitazioni in condizioni di sicurezza».
Ora saranno gli accertamenti delle autorità a stabilire cosa ci sia dietro i movimenti segnalati nella zona PIP. Per gli abitanti di Sabatella-Scigliati, però, la priorità è già chiara: riappropriarsi della tranquillità di percorrere una strada e rientrare a casa senza paura.
