Nello Cerrato, infermiere di emergenza e area critica in vacanza nel Cilento, racconta il soccorso e lancia un appello sull’importanza della formazione alle manovre salvavita
PALINURO. Era in ferie nel Cilento, ma davanti a un’emergenza non ha esitato a intervenire. Nello Cerrato, infermiere di emergenza e area critica, racconta quanto accaduto dopo essersi trovato di fronte a una persona colpita da arresto cardiaco. Grazie alla sua preparazione e alle manovre immediatamente messe in atto, la paziente ha mostrato segni di ripresa prima di essere affidata ai soccorritori e trasportata in ospedale.
Cerrato ha deciso di condividere la propria esperienza non per esaltare il gesto compiuto, ma per lanciare un messaggio preciso: diffondere la cultura del primo soccorso e insegnare le manovre di rianimazione può contribuire concretamente a salvare una vita. Di seguito la sua lettera-testimonianza.
In vacanza al Residence Trivento a Centola, Cerrato mentre era a cena ha sentito delle richieste di aiuto da un birrificio affianco, l’infermiere porta con sé sempre la borsa dell’emergenza è corso immediatamente, una signora con precedenti cardiopatie, aveva avuto un arresto cardiocircolatorio, eseguite le manovre salvavita e quindi di primo soccorso (rianimazione cardio polmonare), la paziente si è ripresa, successivamente è stato eseguito un accesso venoso con liquidi per ripristinare la funzionalità circolatoria, è arrivata nel giro di pochi minuti un’ambulanza che ha trasferito la malcapitata all’ospedale di Vallo della Lucania
Gentile Direttore,
sono Nello Cerrato, infermiere di emergenza e area critica. In questi giorni mi trovo in ferie a Palinuro e, anche quando sono lontano dal lavoro, porto sempre con me una piccola borsa per le emergenze. È un’abitudine legata alla mia professione e alla consapevolezza che, purtroppo, un’emergenza può presentarsi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.
Questa sera mi sono trovato proprio davanti a una di quelle situazioni nelle quali pochi minuti possono fare la differenza tra la vita e la morte.
Una persona è stata colpita da un arresto cardiaco. In circostanze del genere non c’è spazio per l’esitazione: occorre riconoscere rapidamente ciò che sta accadendo, mantenere per quanto possibile la lucidità e mettere in pratica le manovre di primo soccorso.
Sono intervenuto immediatamente e sono state avviate le manovre necessarie. Fortunatamente, la paziente ha mostrato segni di ripresa. Successivamente è stata affidata ai soccorritori, che ne hanno disposto il trasporto in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso.
Racconto quanto accaduto non per attribuirmi meriti o per essere considerato un eroe. Il punto non è chi interviene, ma sapere come intervenire.
È questo il messaggio che vorrei contribuire a diffondere attraverso la vostra testata.
Un arresto cardiaco può verificarsi ovunque: in casa, per strada, in spiaggia, in un locale o durante una vacanza. Chi si trova accanto alla persona colpita rappresenta il primo anello della catena dei soccorsi. Riconoscere l’emergenza, allertare tempestivamente il 112 e conoscere le manovre di rianimazione cardiopolmonare può offrire alla persona una possibilità in più mentre si attende l’arrivo dei soccorsi.
Per questo credo sia fondamentale investire sempre di più nella formazione al primo soccorso e nella diffusione della conoscenza delle manovre salvavita, anche tra i cittadini che non appartengono al mondo sanitario.
Non tutti possono essere medici, infermieri o soccorritori. Ma molte più persone possono imparare cosa fare nei primi, decisivi minuti di un’emergenza.
Questa sera quella preparazione è stata importante e, fortunatamente, c’è stata una risposta positiva.
Il mio pensiero adesso va soprattutto alla paziente e alla sua famiglia, con l’augurio che possa proseguire nel migliore dei modi il proprio percorso di cura e recupero.
Se da questo episodio può nascere qualcosa di utile, vorrei che fosse una maggiore attenzione verso la cultura del primo soccorso.
Imparare le manovre che possono salvare una vita non è mai tempo perso. Perché un giorno potremmo essere proprio noi la persona che si trova nel posto giusto, nel momento più difficile.
Nello Cerrato
Infermiere di emergenza e area critica
