La consigliera motiva la firma davanti al notaio: critiche alla giunta tecnica, alla gestione del Puc, al turismo e al mancato dialogo politico
CAPACCIO PAESTUM. Una decisione «sofferta ma necessaria», maturata dopo mesi di tentativi di dialogo e presa «nell’esclusivo interesse della comunità». Adele Renna, tra i nove consiglieri comunali che questa mattina hanno sottoscritto davanti al notaio l’atto che ha determinato la fine anticipata dell’Amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Paolino, rompe il silenzio e spiega le ragioni della propria scelta.
Una presa di posizione articolata e particolarmente dura nei confronti del modo in cui, secondo la consigliera, è stato amministrato il Comune negli ultimi quattordici mesi.
«Poco più di un anno fa, i cittadini di Capaccio Paestum hanno scelto l’avvocato Gaetano Paolino come sindaco, riservando a me l’onore di affidarmi un seggio in Consiglio Comunale. Oggi, dopo un lungo periodo di riflessione e vani tentativi di dialogo con il resto dell’amministrazione, ho dovuto sottoscrivere davanti al notaio un atto che rappresenta una scelta sofferta ma necessaria».
Renna: «Aspettative rimaste disattese»
Alla base della decisione, secondo Renna, ci sarebbe innanzitutto una profonda distanza maturata rispetto all’impostazione amministrativa adottata dal sindaco e dalla sua squadra.
La consigliera parla di una gestione «eccessivamente accentratrice della macchina comunale» che avrebbe determinato un progressivo distacco dal territorio.
Nel mirino finisce soprattutto la scelta della cosiddetta giunta tecnica, giudicata da Renna troppo distante dalla realtà sociale ed economica di Capaccio Paestum.
«La cosiddetta “giunta tecnica”, del tutto avulsa dal nostro tessuto sociale, ha creato una distanza incolmabile tra l’istituzione, i cittadini ed il mondo produttivo. E, come spesso accade, mentre i tecnici studiavano, Capaccio Paestum è appassita».
Turismo, l’affondo sulla stagione estiva
Uno dei passaggi più duri riguarda il turismo e la programmazione estiva. Renna parla apertamente di una stagione «fallimentare», contestando iniziative ritenute tardive, assenza di programmazione e uno scarso coordinamento istituzionale.
Secondo la consigliera sarebbe mancata soprattutto una strategia condivisa con realtà fondamentali per il territorio, a partire dal Parco Archeologico di Paestum e Velia, dalla Provincia e dagli altri enti coinvolti nella promozione e nella gestione dell’area.
«Iniziative tardive e improvvisate, assenza di programmazione, spettacoli inesistenti e scelte miopi», sostiene Renna, avrebbero contribuito a «spegnere» il turismo.
Si tratta, naturalmente, della valutazione politica espressa dalla consigliera uscente sull’operato dell’Amministrazione.
Paistom e le preoccupazioni dei lavoratori
Tra le questioni richiamate compare anche la trasformazione dell’Azienda Speciale Paistom in società a responsabilità limitata.
Secondo Renna, l’operazione avrebbe provocato «apprensione e perplessità» tra i lavoratori, senza che venissero fornite adeguate spiegazioni e rassicurazioni sul futuro.
Un ulteriore elemento che, nella ricostruzione della consigliera, avrebbe contribuito ad allargare la distanza tra amministratori, dipendenti e territorio.

Il caso Puc: «Emblema di questa gestione»
Particolarmente pesante il giudizio sulla vicenda del Piano Urbanistico Comunale, prima adottato e successivamente revocato dalla stessa Giunta a distanza di appena 44 giorni.
Renna contesta sia il metodo seguito sia le conseguenze prodotte dalla vicenda, che a suo giudizio avrebbero generato incertezza tra cittadini, tecnici e imprenditori.
La consigliera sostiene inoltre che l’Ufficio di Piano sarebbe stato nominato dal sindaco senza una preventiva consultazione con i consiglieri e che il documento sarebbe stato mostrato ai componenti dell’assise soltanto poche ore prima dell’adozione.
«Un piano mostrato in visione a tutti i consiglieri – di maggioranza ed opposizione – solo poche ore prima della sua adozione», denuncia Renna, contestando anche la successiva scelta di revocare la delibera.
Da qui l’attacco politico anche agli assessori, accusati di non essere riusciti a costruire un rapporto quotidiano con il territorio e con la macchina amministrativa.
La rottura durante l’ultimo Consiglio comunale
A segnare definitivamente il punto di non ritorno sarebbe stata, secondo Renna, l’ultima seduta del Consiglio comunale.
La consigliera definisce una «diserzione» l’assenza del sindaco, dei cinque assessori e di sette consiglieri e sostiene che proprio quell’episodio le avrebbe fatto comprendere come il rapporto politico e istituzionale fosse ormai definitivamente compromesso.
«Ho preso questa decisione in piena autonomia e coscienza, lontana da qualsiasi interesse personale», precisa.
Poi il passaggio che sintetizza, anche sul piano personale, la frattura maturata negli ultimi mesi:
«Ho atteso a lungo segnali di cambiamento. Ho atteso a lungo aperture al dialogo. Ho atteso a lungo una telefonata, probabilmente sarebbe bastata. Ho atteso invano, fino a capire che Capaccio Paestum non poteva più aspettare».
«Capaccio Paestum merita un’amministrazione autorevole»
Renna chiude rivendicando la propria scelta e indicando quella che, a suo giudizio, dovrà essere la prospettiva per il futuro politico della città.
«La nostra cittadina merita un’amministrazione autorevole, presente e capace di programmare il futuro. Un’amministrazione che deve essere anche solida, compatta e soprattutto determinata. Tutto ciò in questi mesi è mancato».
Infine il ringraziamento ai cittadini che l’hanno sostenuta e ai dipendenti e agli operai del Comune con i quali, sottolinea, ha avuto modo di collaborare durante la propria esperienza amministrativa.
Le dichiarazioni di Adele Renna arrivano dunque nelle ore immediatamente successive alla firma dell’atto di sfiducia e rappresentano una ricostruzione politica, dal suo punto di vista, delle ragioni che hanno portato alla rottura definitiva con l’Amministrazione Paolino e alla conclusione anticipata della consiliatura.




