La vicenda continua a scuotere profondamente la comunità. La famiglia ha nominato un proprio consulente medico-legale che parteciperà agli accertamenti autoptici disposti dalla Procura. L’esame dovrebbe svolgersi presumibilmente il 18 settembre. Solo successivamente la salma potrà fare ritorno a Sapri.
di Rosario Esposito
SAPRI – Il dolore per la scomparsa di Vito Caiafa continua ad attraversare profondamente Sapri e l’intero Golfo di Policastro.
Una vicenda che, con il passare delle ore, sta suscitando commozione ma anche numerosi interrogativi, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate dalla figlia nel corso di un’intervista al quotidiano online locale Sapri Live.
La famiglia ha raccontato alcuni passaggi del percorso sanitario che, a suo giudizio, necessitano di essere approfonditi e chiariti. Elementi sui quali, naturalmente, saranno gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria a dover fornire risposte.
In una fase così delicata è fondamentale evitare conclusioni anticipate. Saranno la documentazione sanitaria, gli esami medico-legali e l’attività investigativa a ricostruire con precisione quanto accaduto e a stabilire se vi siano state eventuali responsabilità.
Proprio con l’obiettivo di seguire ogni passaggio degli accertamenti, la famiglia ha nominato un proprio consulente medico-legale di parte, che parteciperà alle operazioni autoptiche insieme ai professionisti incaricati nell’ambito dell’indagine.
Secondo le informazioni attualmente disponibili, l’autopsia dovrebbe essere effettuata presumibilmente il 18 settembre. Una data che resta, tuttavia, in attesa delle definitive formalizzazioni previste dall’iter giudiziario.
Soltanto dopo il completamento dell’esame e il successivo nulla osta dell’autorità competente, la salma potrà essere restituita ai familiari e fare ritorno a Sapri.
La città potrà allora tributare l’ultimo saluto a Vito Caiafa. Ad oggi, però, non sono ancora note le date della cerimonia funebre.
Il messaggio della famiglia
Nelle ultime ore sono stati gli stessi familiari ad affidare ai social un messaggio rivolto alla comunità, pubblicato sulla pagina Facebook che Vito Caiafa seguiva e gestiva con grande partecipazione.
Parole che raccontano il dolore di questi giorni, ma anche la volontà di evitare qualsiasi contrapposizione.
«Conoscete tutti nostro padre Vito Caiafa e sapete quanto amasse parlare sempre in modo chiaro, schietto e sincero. Oggi, con lo stesso spirito che era suo, vogliamo rivolgerci a voi».
La famiglia ringrazia quindi quanti, in queste ore, stanno manifestando affetto e vicinanza, sottolineando un principio che considera fondamentale:
«Noi crediamo fermamente nella magistratura, così come crediamo nei medici e nella sanità. Il nostro non è un attacco, ma solo un grido umano che chiede verità».
Una posizione netta, che allontana ogni ipotesi di processo mediatico e affida alle istituzioni il compito di ricostruire quanto realmente accaduto.
«Nostro padre merita che si faccia totale chiarezza. Gli inquirenti stanno svolgendo le indagini e noi attendiamo l’esito con rispetto».
Poi le parole forse più significative dell’intero messaggio:
«In questa dolorosa vicenda non cerchiamo né vinti né vincitori, anche perché, di fronte a una perdita così grande, purtroppo abbiamo già perso tutti. Cerchiamo solo la verità, ed è l’unica cosa che conta».
Il post porta la firma di Maria, Rosy, Vincenzo ed Elio.
È questo, oggi, il sentimento che sembra accomunare gran parte della comunità saprese: attendere.
Attendere che gli accertamenti facciano il loro corso. Attendere che ogni passaggio possa essere ricostruito. Attendere soprattutto che alle domande della famiglia possano arrivare risposte certe.
Senza accuse preventive e senza sentenze anticipate.
Perché dietro un’indagine, prima ancora degli aspetti giudiziari, esiste una famiglia che ha perso un padre e una comunità che ha perso una persona profondamente legata alla propria città.
E oggi la richiesta è una sola: conoscere la verità.

Rosario Esposito




