La famiglia della 58enne contesta presunte carenze nella sorveglianza e nella sicurezza: la Procura di Napoli indaga sul decesso in ospedale
Fare luce sulla morte di Maria Carmela D’Angelo e chiarire se qualcuno avrebbe potuto impedirla. È quanto chiedono i familiari della nota artigiana di 58 anni, originaria di Roccadaspide, morta il 27 maggio dopo essere precipitata dal terzo piano dell’ospedale Cardarelli di Napoli.
Alla vicenda si affiancano due iniziative: l’indagine della Procura di Napoli e la diffida presentata dalla famiglia all’azienda ospedaliera. Al centro, la sorveglianza della paziente e le condizioni di sicurezza della struttura.
Il ricovero dopo l’incidente nel laboratorio
D’Angelo era ricoverata da circa una settimana per le gravi ustioni riportate nel suo laboratorio. A provocarle era stata una violenta fiammata sprigionata da olio bollente.
Durante la degenza è avvenuta la caduta dal terzo piano, sulla cui dinamica i familiari chiedono chiarezza.
Assistiti dall’avvocato Francesco Alfredo Berritto, hanno notificato all’azienda ospedaliera un atto di costituzione in mora. Contestano presunte omissioni nella sorveglianza e carenze nella sicurezza strutturale: aspetti sui quali chiedono risposte e accertamenti.
Le domande sulla finestra e sui tempi dell’allarme
La diffida concentra l’attenzione sui protocolli adottati nel reparto. La famiglia chiede come la 58enne abbia potuto raggiungere la finestra e quali protezioni o limitatori fossero presenti sugli infissi.
Un altro punto riguarda i tempi di reazione del personale. Secondo quanto contestato dai parenti, l’allarme per l’assenza della donna dalla stanza sarebbe scattato soltanto dopo la segnalazione dei vigilanti all’esterno.
La ricostruzione di questi passaggi è centrale per chiarire le circostanze del decesso e verificare eventuali responsabilità.
Gli accertamenti della Procura
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità penali nella gestione e nella custodia della paziente.
È stato disposto l’esame autoptico. Sono attesi i dati della consulenza medico-legale, che contribuiranno agli accertamenti sulla morte dell’artigiana.
