Un Ente che spesso è stato additato quale poco trasparente nelle sue pratiche, l’episodio non fa che avvalorare la tesi degli oppositori
Nell’Unione dei Comuni “Paestum Alto Cilento”, il detto “quello che accade nell’Unione rimane nell’Unione” sembra più una regola non scritta che una battuta. L’ente sovracomunale, già presieduto da Franco Alfieri fino allo tsunami giudiziario che lo ha travolto, è ora sotto la guida del nuovo presidente Roberto Mutalipassi, sindaco di Agropoli. Tuttavia, le ombre sulla gestione dell’Unione restano fitte.
Solo ieri è stato pubblicato il decreto presidenziale, ancora a firma di Alfieri, che prende atto delle dimissioni della dottoressa Paola Mangone dall’incarico di Responsabile dell’Area Cultura e Turismo. Con lo stesso decreto, datato sei mesi fa, veniva nominato il dottor Piero Cavallo, funzionario dell’Unione, a ricoprire il ruolo fino al 31 dicembre 2024. La pubblicazione tardiva di un atto così rilevante, avvenuta ben sei mesi dopo i fatti, solleva interrogativi sul rispetto della trasparenza amministrativa, un obbligo imprescindibile per qualsiasi ente pubblico.
Questa opacità non fa che alimentare le critiche verso l’Unione dei Comuni, spesso accusata di essere un crogiolo di pratiche poco chiare e di manovre politiche orientate al tornaconto elettorale. L’ente sovracomunale è stato più volte indicato come uno strumento per la creazione di bacini di voti, il trasferimento di lavoratori da un comune all’altro e la formazione di graduatorie che sollevano più di un dubbio sull’equità dei criteri adottati.
In un contesto dove la fiducia nelle istituzioni locali è già messa a dura prova, la mancanza di trasparenza non fa che erodere ulteriormente la credibilità dell’Unione. È lecito chiedersi: si tratta di una semplice negligenza o di una strategia deliberata per mantenere nell’ombra decisioni che meriterebbero invece piena visibilità?
L’attuale presidente Mutalipassi, erede di una gestione finita sotto i riflettori giudiziari, ha ora la responsabilità di dimostrare che è possibile un cambio di rotta, puntando su trasparenza, efficienza e rigore amministrativo. Sarà in grado di risollevare l’ente sovracomunale da un passato segnato da accuse e ombre, restituendogli il ruolo di servizio pubblico per il quale è nato? La risposta a questa domanda sarà cruciale per il futuro dell’Unione e per la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni locali.




