Nel mirino della Corte dei Conti anche i Salernitani Andrea Volpe e Enzo Maraio, presunto danno erariale da 3,6 milioni di euro
La Procura della Corte dei Conti della Campania ha citato in giudizio sette consiglieri regionali attualmente in carica, sei ex consiglieri e quattro alti dirigenti del Consiglio regionale per un presunto danno erariale complessivo di 3,6 milioni di euro. L’udienza, fissata per il prossimo 26 giugno, mira a far luce su presunte irregolarità relative all’erogazione di indennità extra ai portaborse nel periodo compreso tra il 2019 e il 2022.
Secondo le accuse mosse dai magistrati contabili, i consiglieri coinvolti avrebbero garantito ai propri segretari un’indennità aggiuntiva di 40 mila euro ciascuno, portando così i loro stipendi a livelli paragonabili a quelli dei dirigenti. Un trattamento economico che, secondo gli inquirenti, non troverebbe giustificazione normativa e sarebbe stato concesso in maniera arbitraria.
Nel fascicolo dell’inchiesta, i magistrati hanno persino citato il celebre film “Il Marchese del Grillo” con Alberto Sordi, facendo riferimento alla famosa battuta “Io sono io, voi non siete nulla”, per sottolineare l’atteggiamento di presunta arroganza con cui sarebbero stati gestiti i fondi pubblici.
Gli indagati
Tra i nomi finiti nel mirino della Corte dei Conti figurano esponenti di spicco del panorama politico regionale, in gran parte appartenenti alla maggioranza di centrosinistra. Nell’elenco compaiono il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero e i consiglieri Massimo Grimaldi, Loredana Raia, Valeria Ciarambino, Andrea Volpe, Fulvio Frezza e Alfonso Piscitelli.
Tra gli ex consiglieri regionali citati in giudizio spiccano invece i nomi di Rosa D’Amelio, Antonio Marciano, Vincenzo Maraio, Flora Beneduce, Ermanno Russo e Tommaso Casillo. Coinvolti nell’indagine anche quattro dirigenti del Consiglio regionale: Santa Brancati, Lucio Varriale, Mario Vasco e Maria Salerno.
Le ripercussioni politiche
L’inchiesta ha suscitato forti polemiche nel panorama politico campano, alimentando il dibattito sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla trasparenza amministrativa. Mentre l’opposizione chiede chiarimenti e possibili dimissioni, gli indagati si preparano a difendersi in sede processuale, sostenendo la legittimità delle loro scelte.
La vicenda sarà al centro dell’udienza del prossimo 26 giugno, quando la Corte dei Conti farà luce su una vicenda che potrebbe avere pesanti conseguenze politiche e amministrative per la Regione Campania.




