Nel suo messaggio, il sacerdote non si sofferma sulle responsabilità politico-amministrative, riconoscendo le difficoltà degli enti pubblici nella gestione di simili interventi
L’intervento sul costone della baia di San Francesco ad Agropoli continua a suscitare un acceso dibattito tra cittadini, associazioni e istituzioni. A prendere parola sulla questione è ora anche il parroco don Carlo Pisani, che con un messaggio carico di sensibilità e attenzione per il territorio ha voluto esprimere il suo pensiero in merito ai lavori in corso.
Un luogo di valore storico, naturale e religioso
Don Carlo apre il suo intervento con un richiamo all’importanza del sito, sottolineando come il forte interesse suscitato dall’opinione pubblica sia segno dell’affetto che lega la comunità a questo angolo di costa di straordinaria bellezza e fragilità. “Non può che essere lodevole – afferma – questo susseguirsi di sopralluoghi e report fotografici; quei luoghi vanno preservati il più possibile”. Il parroco evidenzia, inoltre, la precarietà dell’equilibrio idrogeologico della zona, già provato da evidenti movimenti del terreno negli ultimi anni.
Un appello alla tutela e alla condivisione
Nel suo messaggio, il sacerdote non si sofferma sulle responsabilità politico-amministrative, riconoscendo le difficoltà degli enti pubblici nella gestione di simili interventi, ma apre alla possibilità di coinvolgimento di soggetti privati, nel rispetto delle normative vigenti. Un riferimento storico, quello al patronatus di epoca romana, che suggerisce come il sostegno privato possa rappresentare una risorsa utile nella tutela del bene comune.
Tuttavia, don Carlo richiama anche alla necessità di adottare mezzi proporzionati agli obiettivi, considerando tutti i fattori coinvolti. “Quando si interviene su un bene di interesse pubblico – aggiunge – si potrebbero evitare spiacevoli fraintendimenti comunicando anticipatamente la natura e lo scopo dei provvedimenti”. Un invito, quindi, a una maggiore trasparenza e condivisione nelle decisioni che riguardano il territorio, per rafforzare il senso di comunità e collaborazione.
L’attesa delle verifiche e la tutela dello “Scoglio di San Francesco”
Infine, don Carlo, nella sua veste di “custode spirituale” dei luoghi francescani agropolesi, affida alla vigilanza delle autorità preposte il compito di verificare e pronunciarsi sulla situazione, rinnovando la speranza che ogni azione venga compiuta con il massimo rispetto per il territorio. Conclude con un auspicio: “San Francesco continui a vegliare sul suo scoglio, naturale pulpito di pacifico annuncio”.
Parole che si aggiungono a un dibattito acceso e che pongono l’accento sull’importanza della tutela del patrimonio naturale e storico-religioso di Agropoli, nella speranza che ogni intervento possa avvenire nel pieno rispetto dell’ambiente e della collettività.




