Il 4 agosto 2009, a 58 anni, perse la vita durante un TSO all’ospedale di Vallo della Lucania. La sua morte, diventata simbolo di abusi e violazioni nei trattamenti psichiatrici, continua a sollevare domande e dolore
Sono passati sedici anni da quel tragico 4 agosto 2009, quando Franco Mastrogiovanni, maestro elementare stimato e amato dai suoi alunni, morì all’età di 58 anni durante un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania. Una vicenda assurda, che ancora oggi grida giustizia e che continua a scuotere le coscienze di chi ha avuto il coraggio di raccontarla, denunciarla e portarla all’attenzione pubblica.
Franco Mastrogiovanni era stato ricoverato il 31 luglio per un TSO disposto dal sindaco di Pollica. Una procedura che si sarebbe trasformata in un incubo: Franco rimase legato mani e piedi al letto per oltre 83 ore, senza mai essere slegato, alimentato né idratato correttamente. Le immagini di quella degenza, documentate da una telecamera di sorveglianza interna, mostrano un uomo abbandonato a sé stesso, progressivamente consumato dalla sofferenza e dall’inedia. Morì la mattina del 4 agosto, senza che nessuno si fosse realmente preso cura di lui.
Le indagini successive hanno fatto emergere uno dei più inquietanti casi di malasanità e violazione dei diritti umani in ambito sanitario in Italia. Il processo, conclusosi dopo anni di battaglie legali, ha portato a condanne per medici e infermieri, ma non ha cancellato il dolore né restituito risposte complete.
Mastrogiovanni non era un paziente violento, né pericoloso. Era un uomo con un passato complesso, segnato da una diagnosi psichiatrica controversa, ma profondamente legato alla sua terra e alla sua scuola. Per i suoi alunni era “il maestro Franco”, per gli amici una persona sensibile, per i familiari una presenza solida e affettuosa. La sua morte sollevò interrogativi sulla gestione dei TSO in Italia, sulle pratiche di contenzione e sul rispetto della dignità dei pazienti psichiatrici.
Oggi, a distanza di 16 anni, il suo nome continua a vivere nelle iniziative culturali, nei documentari, nei libri e nelle lotte per una psichiatria più umana. Il ricordo di Franco è un monito contro l’indifferenza e l’abuso di potere, e un appello a non dimenticare mai che, anche nei momenti di crisi, ogni persona ha diritto a essere trattata con rispetto, cura e umanità.
Nel Cilento e oltre, la memoria di Mastrogiovanni è ancora viva. Non solo per chi ha conosciuto direttamente quella storia, ma per chiunque creda in un sistema sanitario giusto e realmente a misura d’uomo.




