Sulla questione si è acceso un dibattito politico soprattutto sulla funzione della Provincia, una scatola vuota priva di capacità autonoma
Il 30 settembre si è chiuso il capitolo estivo per gli operai idraulico-forestali a tempo determinato (OTD) della Provincia di Salerno: i contratti, stipulati per una durata massima di 90 giorni, avevano efficacia nei mesi di luglio, agosto e settembre e si sono conclusi come previsto. I circa 130mila euro destinati a stipendi e contributi — finanziati dalla Regione Campania — coprono il periodo di impiego, concentrato sulle attività di prevenzione degli incendi boschivi nei mesi di massimo rischio.
La Provincia precisa che non si tratta di licenziamenti né di un’azione imprevista, ma della naturale cessazione di rapporti di lavoro stagionali, esplicitata nei contratti firmati a luglio. La comunicazione recapitata ai lavoratori, infatti, ha semplicemente richiamato la data di fine rapporto già prevista dagli accordi. Al contempo, per evitare un vuoto operativo, gli uffici provinciali hanno avviato la redazione di un progetto biennale — che dovrebbe essere pronto nella prima decade di ottobre — finalizzato alla ripresa e al potenziamento delle attività idraulico-forestali, inclusa la prevenzione degli incendi. Il piano sarà trasmesso alla Regione Campania per l’approvazione e il finanziamento nell’ambito del PR-FESR e prevede, tra l’altro, la riassunzione degli OTD che affiancheranno gli operai a tempo indeterminato (OTI) per i prossimi 24 mesi.
Sul piano politico, la vicenda ha innescato toni accesi. Nicola Landolfi, capo della Segreteria di Presidenza della Provincia, ha difeso l’operato dell’ente sottolineando come la Provincia abbia sempre adempiuto ai propri compiti, spendendo le risorse messe a disposizione dalla Regione e, in passato, anticipando pagamenti quando i trasferimenti sono stati ritardati. Un richiamo alla responsabilità gestionale dell’ente, «abolito» in termini istituzionali ma tuttora operativo sul territorio, è diventato spunto di polemica.
Dal Gruppo di Fratelli d’Italia, i consiglieri Modesto Del Mastro e Annalisa Della Monica hanno accusato Landolfi di «riscrivere la storia» e hanno indicato nella legge Delrio del 2014 — varata dall’allora governo di centrosinistra — la causa della perdita di funzioni e risorse delle Province. Secondo i due, oggi è invece il governo nazionale a lavorare per restituire strumenti e autonomie agli enti locali, e contestano chi strumentalizzi la questione senza collocarla nel contesto delle riforme degli ultimi anni.
Nel mezzo restano i lavoratori stagionali, in attesa di risposte concrete sul loro futuro occupazionale. La Provincia punta a garantire continuità attraverso il progetto biennale; ma perché le parole diventino fatti serviranno tempi tecnici di approvazione e finanziamento. Fino ad allora, la speranza è che il nuovo piano offra stabilità a chi ogni estate è in prima linea nella tutela del territorio.




