Roscigno vara il primo Piano urbanistico comunale, Agropoli approva una modifica orientata al settore alberghiero, Vallo della Lucania aggiorna il Puc dopo dieci anni per sbloccare sviluppo e investimenti
Roscigno compie un passo storico sul fronte della pianificazione urbanistica, mentre Agropoli e Vallo della Lucania scelgono la strada delle varianti ai rispettivi Puc, con scelte che accendono il dibattito politico e sociale nei territori interessati.
Per il Comune di Roscigno si tratta di una prima assoluta. L’amministrazione comunale ha adottato per la prima volta il Piano urbanistico comunale, uno strumento atteso da anni e considerato decisivo per mettere ordine nello sviluppo del territorio. A sottolinearne il valore è il sindaco Pino Palmieri, che affida a una nota pubblica il senso del provvedimento: “Non poteva esserci un modo migliore per concludere quest’anno: oggi abbiamo adottato il PUC, uno strumento fondamentale per il futuro del nostro territorio. Dopo anni di attesa, il nostro Comune si dota finalmente di un piano che mette ordine, tutela il paesaggio e guarda allo sviluppo con responsabilità e visione. È un risultato che ci rende orgogliosi, frutto di un lavoro lungo e complesso, portato avanti con determinazione dall’Amministrazione comunale nell’interesse esclusivo della comunità”.
Una scelta che si inserisce in un contesto più ampio, visto che anche altri due Comuni del Cilento hanno recentemente messo mano ai propri strumenti urbanistici. Nella seduta di ieri del Consiglio comunale di Agropoli è stata infatti votata una modifica che ha assunto, di fatto, i contorni di una variante al Puc. L’intervento mira ad ampliare le possibilità edificatorie, in particolare per la realizzazione di hotel e strutture alberghiere, rispondendo a una domanda specifica del territorio. Una scelta che tocca anche il tema del consumo di suolo, previsto soprattutto nelle aree periferiche della città.
La decisione non è passata senza critiche. Raffaele Pesce, intervenendo nel dibattito, ha sintetizzato il malcontento di una parte della comunità con parole nette: “Questa è una grande giornata per pochi e non di certo per giovani coppie che hanno bisogno di una casa. Una grande giornata per pochi interessati”. Un riferimento esplicito ai costruttori, proprietari terrieri e famiglie di albergatori che, secondo l’opposizione, trarranno i maggiori benefici dalla modifica approvata dalla maggioranza.
Percorso diverso ma ugualmente significativo quello intrapreso dal Comune di Vallo della Lucania, che a circa dieci anni dall’adozione del Puc originario ha deciso di intervenire con una variante sostanziale. L’amministrazione comunale ha motivato la scelta alla luce delle “evidenti criticità emerse nel tempo, che di fatto hanno paralizzato la crescita di Vallo della Lucania”, puntando a sbloccare lo sviluppo e a restituire attrattività al territorio.
Tra le principali modifiche introdotte figurano l’introduzione dei sub-comparti urbanistici, che consentono interventi anche singoli superando rigidità che per anni hanno frenato l’edificazione, l’apertura al commercio nelle zone D e il completamento consentito nelle zone B per valorizzare il tessuto urbano esistente. Prevista anche la demolizione e ricostruzione con un premio di volumetria del 35 per cento per gli edifici esistenti, oltre a una maggiore flessibilità nella tipologia C2, dove la quota residenziale potrà essere in parte trasformata in ricettivo per rafforzare l’offerta turistica. Completano il quadro il permesso di costruire convenzionato in tutti i comparti, nuove possibilità di ampliamento in zona B e C e una minima edificazione in area agricola a sostegno delle attività rurali, insieme all’accoglimento di gran parte delle manifestazioni di interesse pervenute all’ente.




