Nel 2026 tra museo e area di scavo la scoperta del tempio dorico cambia la lettura urbana di Paestum, architettura sacra, paesaggio e culto al centro del progetto
Un tempio riemerso ai margini della città antica riapre il dialogo tra Paestum, il mare e la sua storia più profonda. Nel 2026 i Parchi archeologici di Paestum e Velia inaugureranno la mostra La città nel tempio, un progetto espositivo e scientifico di ampio respiro, realizzato anche grazie al cofinanziamento della Regione Campania, che porterà al pubblico gli esiti di una scoperta destinata a riscrivere la geografia sacra dell’antica Poseidonia.
L’esposizione nasce dal rinvenimento, avvenuto nel 2019 durante i lavori di messa in sicurezza delle mura urbane, di un santuario magno-greco collocato lungo il circuito occidentale della città, nei pressi della torre 12 e a poca distanza dall’antica linea di costa di Poseidonia-Paestum. Da allora, indagini aerofotografiche, geofisiche e campagne di scavo sistematiche hanno restituito un quadro stratigrafico complesso, che va dalla prima età imperiale fino alle fasi più antiche della colonia greca, con tracce che in alcuni punti risalgono all’epoca preistorica.
La mostra sarà articolata tra il Museo Archeologico Nazionale di Paestum e l’area stessa del tempietto dorico, configurandosi come un percorso diffuso capace di mettere in relazione reperti, contesto archeologico, ricostruzioni e nuove tecnologie immersive. In esposizione una selezione dei materiali rinvenuti nello scavo ancora in corso: elementi architettonici in travertino e arenaria, ex voto in terracotta, ceramiche, metalli e oggetti rituali, accostati a reperti provenienti da musei della Magna Grecia e della Sicilia per un confronto sul tema dei santuari e delle fondazioni coloniali.
Il cuore della scoperta è un tempio dorico di dimensioni contenute, 11,60 per 7,60 metri, orientato est-ovest e databile agli inizi del V secolo a.C. L’edificio presenta una peristasi con quattro colonne sui lati brevi e sei su quelli lunghi, una cella chiusa sul fondo e un altare collocato in asse a circa nove metri di distanza. Al di sotto della struttura sono emersi resti di un edificio ancora più antico, risalente alla prima metà del VI secolo a.C., oltre a testimonianze di frequentazioni preistoriche, come un recinto di pietre inglobato nella costruzione sacra.
Il santuario si inserisce lungo un limite naturale della città, sulla falesia che segna la placca di travertino su cui sorge Paestum. Un confine che non separa, ma connette: tra città e mare, tra cittadini e stranieri, tra dimensione religiosa, politica ed economica. Una lettura che attribuisce allo spazio sacro un ruolo di presidio simbolico e territoriale della polis.
Dallo scavo proviene un numero eccezionale di reperti, oltre 10.000 oggetti oggi conservati nei depositi del museo. Spiccano la coroplastica e la ceramica miniaturistica, accanto a ceramiche d’impasto, ceramica corinzia e a vernice nera, ambra, osso lavorato ed elementi architettonici che in alcuni casi conservano tracce di decorazione policroma.
Il percorso espositivo sarà scandito da più sezioni. La prima racconterà la scoperta e le indagini attraverso fotografie, rilievi, piante, filmati e approfondimenti geomorfologici. Seguirà “Il santuario e la città”, dedicata alla ricostruzione del tempio nelle sue diverse fasi edilizie, all’evoluzione dello stile dorico e alla rilettura dell’assetto urbanistico e del paesaggio antico. Una terza sezione approfondirà rito, culto e divinità, ricostruendo le pratiche cultuali dall’età greco-lucana a quella romana. Il progetto sarà arricchito da una sezione fotografica d’autore, affidata a un interprete dell’arte contemporanea di fama internazionale.
L’area di scavo sarà parte integrante della visita. Tecnologie immersive permetteranno ricostruzioni virtuali del tempietto e installazioni contemporanee capaci di restituirne l’alzato e la decorazione. Sono previste visite guidate curate dal personale dei Parchi, comprese nel biglietto, e progetti didattici orientati all’accessibilità cognitiva.
Dal punto di vista strategico, La città nel tempio punta a rafforzare il ruolo dei Parchi come centro di ricerca, sperimentazione e divulgazione, con una vocazione internazionale. Il progetto sarà sviluppato in collaborazione con università ed enti di ricerca e sarà accompagnato da una giornata di studi dal titolo provvisorio “Paestum e il dorico: nuove proposte sull’architettura sacra in Magna Grecia”, preludio all’inaugurazione e alla pubblicazione del catalogo scientifico.
A guidare l’iniziativa un Comitato Scientifico di rilievo internazionale, composto da Tiziana D’Angelo, Mehrdad Hejazi, Clemente Marconi, Dieter Mertens, Massimo Osanna, Valeria Parisi e Carlo Rescigno, a conferma dell’ambizione e del valore scientifico del progetto.


