Dopo il caso bilancio esplode lo scontro interno, firme raccolte per la sfiducia, maggioranza sempre più divisa
Ad Agropoli la maggioranza scopre il volto più duro dello scontro interno e lo fa senza più filtri. La riunione politica si trasforma in un vero e proprio regolamento di conti, con i cosiddetti “falchi” pronti a colpire due figure simbolo: il presidente del Consiglio comunale Franco Di Biasi e il vicepresidente nonché componente del CdA della partecipata Agropoli Cilento Servizi, Francesco Barone.
La miccia è sempre la stessa: il mancato voto al bilancio da parte del gruppo “Agropoli Oltre Agropoli”. Un passaggio che il resto della maggioranza non ha mai realmente digerito e che ora presenta il conto, con una linea che appare più punitiva che politica.
Da tempo, infatti, circolava l’idea di estromettere Barone dalla partecipata. Ma nelle ultime ore il livello dello scontro si è alzato ulteriormente: i falchi, guidati dal consigliere Marciano, hanno deciso di affondare il colpo anche su Di Biasi, mettendo sul tavolo una mozione di sfiducia.
Una mossa tutt’altro che simbolica. Il documento, già finito sulla scrivania del sindaco Roberto Mutalipassi, sarebbe stato firmato da 11 consiglieri: ne manca uno solo per chiudere il cerchio e trasformare la manovra in un’azione concreta. Ed è qui che la politica torna a giocare le sue carte più controverse: il consigliere Bruno Bufano, tra i firmatari, avrebbe cercato il sostegno di Michele Pizza, che nell’ultima assise si è collocato all’opposizione. Un cortocircuito politico che racconta più di tante dichiarazioni ufficiali.
Sul piano tecnico, le strade sono diverse. Per Barone l’iter di rimozione appare lungo e complesso, anche perché le cariche della società sono state rinnovate appena a dicembre. Per Di Biasi, invece, la strada della sfiducia è decisamente più praticabile, almeno sulla carta.
Ma è sul piano politico che si consuma la vera frattura. In un’analisi fredda, il gruppo “Agropoli Oltre Agropoli” sembra ormai destinato a scivolare definitivamente all’opposizione, sancendo una rottura che fino a poche settimane fa veniva ancora gestita tra trattative e silenzi strategici.
Di Biasi, dal canto suo, non arretra di un millimetro: “Possono fare quello che vogliono”, ha dichiarato, lasciando intendere però che la partita non si chiuderà in aula. In caso di sfiducia, è pronto il ricorso al TAR, segno che la battaglia potrebbe spostarsi presto dalle dinamiche politiche alle aule giudiziarie.
Il dato più evidente, al netto delle manovre e delle firme, resta uno: la maggioranza che governa Agropoli appare sempre più fragile, divisa e pronta a consumare al proprio interno uno scontro che rischia di lasciare segni profondi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
