Interrogazione scritta al presidente della Giunta regionale Roberto Fico, nel mirino il futuro del presidio di Agropoli, il mancato rispetto del D.M. 70/2015 e la distribuzione delle risorse sanitarie
Il futuro dell’ospedale di Agropoli torna con forza al centro del confronto politico e istituzionale. Il consigliere regionale Roberto Celano, in quota Forza Italia, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente della Giunta regionale della Campania, Roberto Fico, anche nella sua veste di delegato alla Sanità, per chiedere chiarimenti immediati sulla situazione del presidio ospedaliero agropolese, sulla corretta applicazione del D.M. 70/2015 e sull’utilizzo dei fondi del PNRR destinati alla sanità.
L’iniziativa, come viene specificato nell’atto, nasce anche su sollecitazione del Comitato civico “Obiettivo Ospedale di Agropoli”, presieduto dall’avvocato Lucia Grambone. Al centro dell’interrogazione c’è una contestazione precisa: il presidio ospedaliero di Agropoli, pur essendo inserito nella programmazione regionale come struttura in zona disagiata e classificato negli atti regionali come presidio di base sede di Pronto Soccorso, non sarebbe stato dotato delle strutture, del personale e dei servizi previsti dalla normativa nazionale.
Celano richiama infatti il D.M. 70 del 2 aprile 2015, che disciplina gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera. In particolare, per i presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate, il decreto prevede una configurazione precisa: un reparto di medicina generale da 20 posti letto, una chirurgia elettiva ridotta in day surgery, un pronto soccorso con organico dedicato all’emergenza-urgenza, il supporto di radiologia e laboratorio, la presenza di un’emoteca e un sistema organizzato di trasporti secondari verso spoke e hub di riferimento. Secondo l’interrogazione, tutto questo non troverebbe concreta attuazione nel caso di Agropoli.
Nell’atto viene inoltre evidenziato come l’atto aziendale dell’ASL Salerno, approvato nel 2024, abbia di fatto sancito un ulteriore ridimensionamento del presidio, descrivendo Agropoli come ospedale in zona disagiata ma senza Pronto Soccorso. Una definizione che, secondo Celano, contrasterebbe sia con la rete ospedaliera regionale sia con i bisogni reali del territorio, soprattutto in un’area che durante la stagione estiva arriva a superare le 200mila presenze.
Tra i punti più critici sollevati, c’è proprio il permanere di un semplice Punto di Primo Intervento, ritenuto non adeguato né alla normativa né ai numeri del bacino servito. Nell’interrogazione vengono richiamati anche i dati degli accessi resi noti durante il Consiglio comunale monotematico sulla sanità del 26 agosto 2025: 11.970 accessi nel 2024, con 19 codici rossi, 1.210 codici gialli e 199 trasferimenti in altre strutture, oltre a 7.730 accessi registrati fino ad agosto 2025. Numeri che, nella lettura del consigliere regionale, confermerebbero l’urgenza di un assetto pienamente conforme a quello di un vero Pronto Soccorso.
Un altro fronte aperto riguarda i fondi del PNRR destinati alla Missione 6 Salute. Celano chiede di sapere quali risorse siano state effettivamente assegnate alla Campania per la riqualificazione del Servizio sanitario nazionale, come siano state distribuite tra le province e quale quota sia stata destinata in particolare alla provincia di Salerno. Nell’atto si sottolinea che la Campania ha ottenuto oltre 915 milioni di euro nell’ambito della programmazione PNRR, ma che non sarebbe chiaro quanta parte di queste somme abbia effettivamente interessato l’ASL Salerno e, di conseguenza, il presidio di Agropoli.
La critica politica è netta. Secondo il consigliere regionale, il Sud della provincia di Salerno rischia di restare escluso dai processi di rafforzamento del sistema sanitario regionale, mentre altri territori vedono investimenti, ampliamenti e nuove strutture. Da qui la richiesta di spiegazioni sul perché Agropoli, pur essendo collocata in una posizione strategica per tutto il Cilento settentrionale e costiero, continui a non vedere attuata quella configurazione ospedaliera prevista dagli stessi atti regionali.
L’interrogazione si chiude con quattro quesiti rivolti alla Giunta regionale: il dettaglio delle risorse PNRR destinate alla sanità campana e alla provincia di Salerno, le ragioni del mancato adeguamento dell’ospedale di Agropoli al D.M. 70/2015, le intenzioni dell’amministrazione regionale in vista del bilancio 2026 e, soprattutto, tempi e modalità per l’attivazione del Pronto Soccorso previsto nella rete regionale.
Sul piano politico e amministrativo il documento rilancia una questione che ad Agropoli e nel Cilento non è più soltanto sanitaria, ma anche simbolica. Perché il punto ormai non è solo stabilire se esista o meno una previsione sulla carta, ma capire se la Regione intenda davvero trasformare quella previsione in un servizio reale. Ed è proprio qui che si misura la distanza tra programmazione e vita quotidiana dei cittadini: quando un territorio cresce, si popola d’estate, registra migliaia di accessi e continua però a non avere una risposta piena nell’emergenza-urgenza, il problema non può più essere rinviato né nascosto dietro formule burocratiche.


