Nel palazzo Mandina esposto un ceppo storico di ulivo pisciottano restaurato dai volontari, si arricchisce il percorso artistico tra via Roma e il centro antico
Un nuovo tassello arricchisce i “Vicoli d’arte e di storia” di Pisciotta, il percorso culturale e artistico che accompagna visitatori e turisti tra via Roma e i vicoli del centro storico del borgo cilentano, già riconosciuto come “Luogo del Cuore FAI” insieme alla chiesa Madre.
L’ultima opera entrata a far parte dell’itinerario si distingue nettamente dalle altre. Non si tratta infatti né di una maiolica né di un murale, ma della sezione di un tronco d’ulivo, naturalmente dell’ulivo pisciottano, elemento fortemente simbolico per la storia e l’identità del territorio.
Il progetto si inserisce in un percorso artistico avviato da tempo. Il primo murale realizzato a Pisciotta, “Nuvole in lotta”, si trova a Largo Peppo Veneroso e risale al 1977. Fu creato in occasione della Festa dell’Unità dal giovane Gennaro Avallone, oggi artista di rilievo internazionale, ed è stato recentemente restaurato da Angela Infante.
Nel corso degli anni, grazie alla sensibilità delle amministrazioni locali e alla collaborazione di diverse realtà associative, tra cui Arteuropa, Pro Loco, Cilento Cultura in Movimento e Purchase College di New York, Pisciotta si è dotata di ben 16 opere, trasformando il borgo in una vera galleria diffusa a cielo aperto.
I temi affrontati dalle opere sono molteplici e raccontano il paese da diverse prospettive. Si va dall’omaggio dell’artista Carlo Cottone a Tiepolo alle vedute del borgo accompagnate dai versi di Ungaretti, fino al grande murale “Colei che nutre” dell’artista argentina Milu Correch. Originali anche i lavori realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che hanno tradotto in pittura alcuni versi del paesologo e poeta Franco Arminio.
A fare da contrappunto lungo via Roma ci sono anche cinque maioliche che richiamano episodi e figure della storia locale, dal vescovo pisciottano Luigi Pappacoda ai moti risorgimentali, passando per l’assalto dei turchi e dei briganti.
L’opera più recente, esposta nell’atrio di palazzo Mandina, sede del Comune, ha però una genesi diversa. Come riportato nel pannello esplicativo collocato accanto al ceppo, il “ceppo storico” fu presentato nel programma Uno Mattina nel 1993. Oggi, grazie all’impegno di alcuni volontari, tra cui l’artigiano Aniello Fiorillo, quel reperto è stato recuperato, restaurato e restituito alla comunità.
Accanto all’ulivo è stata collocata anche una legenda che consente di leggere la successione dei cerchi concentrici del tronco come una sorta di cronologia naturale, attraverso cui il visitatore può ripercorrere le date più significative della storia di Pisciotta.
Nasce così un connubio particolarmente efficace tra memoria collettiva e fruizione turistica. L’ulivo non è soltanto un oggetto espositivo, ma diventa racconto, radice, testimonianza viva del legame tra la comunità e il proprio passato. Non a caso, il messaggio che accompagna l’opera è chiaro: “Radici di Memoria. L’ulivo che racconta il paese”.
Il Comune di Pisciotta ha concesso il patrocinio all’iniziativa, mentre “Cilento Cultura in Movimento” ne ha curato il coordinamento.
L’esperienza di Pisciotta si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge numerosi centri del Cilento, da Piano Vetrale a San Mauro La Bruca, da Rofrano a Castelnuovo Cilento, passando per Stio, Vallo della Lucania, Pollica, Morigerati, Laurino, Prignano Cilento e Sapri, tutti paesi che nel tempo hanno scelto di valorizzare i propri spazi urbani attraverso murales e opere d’arte.
Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce anche un appello: quello di vedere il Parco Nazionale del Cilento promotore di una vera e propria Rete dei Paesi Dipinti, capace di coordinare e valorizzare queste esperienze sui canali social e nei percorsi di promozione territoriale. Un’idea che, se sostenuta con visione, potrebbe trasformare singole iniziative locali in un forte progetto identitario dell’intero Cilento.





