Due sentenze ridisegnano le regole interne, annullate parti dei regolamenti su accesso agli atti e funzionamento del Consiglio, il sindaco di Rutino Rotolo attacca su costi e scelte politiche
Due sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – sezione di Salerno – riaprono il dibattito politico e istituzionale all’interno della Comunità Montana Alento Monte Stella, mettendo nero su bianco criticità già emerse nei mesi scorsi durante il confronto in Consiglio.
I giudici amministrativi, con i ricorsi presentati dal consigliere Giuseppe Rotolo, hanno infatti disposto l’annullamento parziale di due regolamenti chiave dell’ente: quello sul funzionamento del Consiglio generale e quello sull’accesso ai documenti amministrativi.
Le decisioni del TAR
Nel primo caso (ricorso n. 1481/2025), il TAR ha accolto alcune delle contestazioni, annullando in particolare:
- l’articolo che impediva ai consiglieri di ottenere copia delle proposte di deliberazione
- la norma sul quorum che non escludeva il presidente dal conteggio dei presenti
Una pronuncia che ribadisce un principio fondamentale: il diritto dei consiglieri ad accedere pienamente agli atti utili all’esercizio del mandato non può essere limitato da regolamenti interni.
Nel secondo caso (ricorso n. 1482/2025), relativo al regolamento sull’accesso agli atti, i giudici hanno invece censurato esclusivamente il divieto generalizzato di rilascio delle copie dei documenti richiesti dai consiglieri, ritenuto incompatibile con il Testo Unico degli Enti Locali.
Sono state invece ritenute legittime le limitazioni organizzative adottate dall’ente, come la calendarizzazione degli accessi o i vincoli legati alla gestione del protocollo.
Va evidenziato che, nel corso del procedimento, alcune norme contestate sono state modificate direttamente dall’ente, rendendo improcedibili alcune censure: un elemento che il TAR stesso ha rilevato nel dispositivo.
Le dichiarazioni di Rotolo
A seguito delle sentenze, è intervenuto con toni netti il sindaco di Rutino, Giuseppe Rotolo, protagonista dei ricorsi:
“Le due sentenze di oggi del TAR di Salerno hanno chiarito, nei loro passaggi centrali, ciò che era stato già evidenziato in Consiglio: le questioni sollevate erano fondate.”
Rotolo rivendica la correttezza delle proprie posizioni, sottolineando come per mesi si sia tentato di portare all’attenzione dell’ente presunte irregolarità senza ottenere risposte:
“Per mesi si è provato a richiamare l’attenzione su regole illegittime e su forzature che limitavano diritti e prerogative dei consiglieri, ma si è scelto di non ascoltare. Oggi il TAR ristabilisce principi di legalità.”
Non manca il riferimento ai costi della vicenda:
“Per vedere riconosciuti diritti evidenti si è dovuti arrivare in Tribunale. E questo ha inevitabilmente un costo, che ricade sull’ente e quindi sui cittadini, tra rimborso del contributo unificato (€1.300) e onorari legali. Risorse pubbliche utilizzate per difendere scelte che non hanno retto.”
Lo scontro politico
Ma il passaggio più delicato delle dichiarazioni riguarda il piano politico. Rotolo punta il dito contro il cambio di posizione del gruppo di Fratelli d’Italia su un’altra vicenda – quella relativa ai diritti dei dipendenti all’elettorato passivo, attualmente al vaglio del TAR:
“Non si tratta di un tecnicismo, ma di una scelta politica netta, che segna il passaggio da una posizione di tutela dei diritti a una che li comprime.”
Secondo il sindaco di Rutino, questo cambio di linea rappresenterebbe anche una frattura nei rapporti politici interni:
“Un passaggio così rilevante avrebbe richiesto trasparenza e rispetto. Invece è avvenuto nel silenzio, senza alcuna spiegazione.”
Parole che lasciano intendere una crisi più ampia negli equilibri dell’ente.
Un punto fermo, ma non definitivo
Le sentenze del TAR segnano dunque un passaggio importante, ma non chiudono la partita. Lo stesso Rotolo parla di una vicenda ancora aperta:
“Questa sentenza rappresenta un punto fermo, ma non un punto di arrivo. Altre valutazioni arriveranno nelle sedi competenti.”
Il riferimento è proprio al prossimo pronunciamento atteso su altre questioni pendenti, che potrebbero incidere ulteriormente sugli assetti interni della Comunità Montana.
Nel frattempo, resta un dato politico e amministrativo difficile da ignorare: per correggere alcune scelte regolamentari è stato necessario l’intervento della giustizia amministrativa, con conseguenze che ora si riflettono non solo sul piano giuridico, ma anche su quello politico.




