Dai dati MEF emerge il divario interno: Capaccio Paestum e Sant’Arsenio nella fascia medio alta, mentre Sassano resta tra i comuni con i redditi più bassi
La nuova fotografia dei redditi nei comuni della provincia di Salerno conferma un divario ormai strutturale: la Costiera Amalfitana resta al vertice, mentre le aree interne del Cilento e del Vallo di Diano continuano a registrare valori più bassi.
I dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicati nell’aprile 2026, riguardano le dichiarazioni presentate nel 2025 e riferite all’anno d’imposta 2024. Non si tratta quindi dei redditi 2025, ma dei redditi dichiarati nel 2025 relativi al 2024.
In cima alla classifica provinciale resta Positano, che si conferma non solo il comune più ricco del Salernitano, ma anche della Campania, con un reddito medio pro capite di 37.857 euro. Un dato che racconta il peso dell’economia turistica di fascia alta, capace di generare redditi ben superiori alla media regionale.
Alle spalle della Costiera si colloca il capoluogo Salerno, con un reddito medio di circa 27.093 euro, confermando il ruolo centrale della città sotto il profilo amministrativo, commerciale e professionale. Nel Cilento, invece, spicca Vallo della Lucania, che resta il principale polo economico dell’area interna.
Nel Vallo di Diano continua a distinguersi Sant’Arsenio, tradizionalmente indicato tra i comuni con i redditi medi più elevati del comprensorio, con valori superiori ai 19mila euro.
Sul fronte opposto, i redditi più bassi si concentrano nei piccoli centri interni, dove pesano spopolamento, invecchiamento della popolazione e minore presenza di attività produttive strutturate. Monte San Giacomo, Sanza e Sassano restano tra i comuni con valori più contenuti, spesso compresi tra i 14mila e i 15mila euro annui.
Nel Cilento interno, in particolare nell’area degli Alburni e del Calore, diversi comuni continuano a registrare redditi medi inferiori ai 15mila euro, segno di una fragilità economica che non può essere liquidata come semplice dato statistico.
In questo quadro, Capaccio Paestum si colloca nella fascia medio-alta della provincia, superando la soglia dei 18.700 euro, mentre Agropoli registra un reddito medio pro capite di circa 18.500 euro.
La classifica, però, va letta con attenzione: nei piccoli comuni la media può essere influenzata anche da pochi contribuenti con redditi molto elevati o molto bassi. Il dato resta comunque utile per comprendere una provincia a due velocità: da una parte i territori capaci di trasformare turismo e servizi in reddito, dall’altra aree interne che continuano a chiedere politiche vere contro marginalità e spopolamento.




