Dopo la missiva ai vertici di Poste Italiane arrivano rassicurazioni istituzionali, individuati possibili locali alternativi
La chiusura dell’ufficio postale di San Marco di Castellabate potrebbe essere scongiurata attraverso l’individuazione di una sede alternativa. È quanto emerge dopo l’iniziativa di Alessandro Lo Schiavo, già vicesindaco del Comune di Castellabate ed ex consigliere di opposizione, che nei giorni scorsi aveva inviato una missiva ai vertici di Poste Italiane per chiedere garanzie sulla continuità del servizio.
Lo Schiavo ha fatto sapere di aver attivato diversi canali istituzionali, coinvolgendo in primo luogo la deputazione territoriale rappresentata dall’onorevole Attilio Pierro. Successivamente, ha ricevuto anche una telefonata del sottosegretario di Stato Antonio Iannone, che lo ha informato dei contatti avuti con i vertici di Poste Italiane.
Dalla conversazione sarebbe emersa la volontà dell’azienda di non interrompere il servizio a San Marco di Castellabate, pur nella necessità di individuare locali diversi rispetto all’attuale immobile. Secondo quanto riferito, infatti, sulla sede attuale non sarebbero possibili interventi di messa in sicurezza.
Lo Schiavo ha inoltre informato il sindaco della situazione, riscontrando piena disponibilità. Insieme sarebbero state condivise le prossime mosse, valutando sia alcuni locali privati per i quali sarebbero già arrivate manifestazioni di interesse, sia possibili immobili comunali.
Il punto politico e amministrativo, ora, è trasformare le rassicurazioni in un atto concreto e rapido. Per una frazione come San Marco, il presidio postale non rappresenta soltanto un servizio, ma un riferimento quotidiano per residenti, anziani, attività economiche e famiglie. La disponibilità di Poste Italiane è un primo passo importante, ma serviranno tempi certi e una soluzione logistica realmente funzionale.
“Il dato di fatto è questo: Poste Italiane ha dato massima disponibilità a garantire la continuità del servizio a San Marco”, ha dichiarato Lo Schiavo.


