Corradino attacca l’amministrazione sul mancato recesso, Caramante difende la linea dei tempi tecnici, Sica parla di opportunismo politico
A Capaccio Paestum torna ad accendersi il confronto politico sulla richiesta di recesso dall’Unione dei Comuni e dal Consorzio Farmaceutico Intercomunale. Un tema che da mesi rappresenta uno dei punti centrali dell’attività della minoranza e che ora apre una frattura anche all’interno dell’opposizione.
La consigliera comunale di opposizione Corradino ha contestato duramente la posizione dell’amministrazione, accusando il sindaco di tentare di spostare l’attenzione dal nodo dei debiti dell’Unione dei Comuni. Secondo la consigliera, dalle dichiarazioni pubbliche sarebbe emersa l’esistenza di oltre 3 milioni di euro di debiti, una situazione che, a suo avviso, avrebbe già dovuto trovare spazio nei rendiconti attraverso il riconoscimento dei debiti fuori bilancio per gli anni di competenza.
Corradino pone una serie di interrogativi politici e amministrativi: perché quei debiti non sarebbero stati riconosciuti finora? Saranno inseriti nel prossimo rendiconto? Il mancato recesso immediato servirebbe solo a rinviare l’emersione contabile di passività già consolidate? Per la consigliera, restare ancora nell’ente significherebbe esporre i cittadini di Capaccio Paestum ad altri debiti e responsabilità legate a decisioni altrui.
Su una linea diversa si colloca il consigliere di opposizione Carmine Caramante, che pur confermando la volontà di uscire dall’Unione dei Comuni e dal Consorzio Farmaceutico, invita a farlo con atti corretti, tempi adeguati e modalità conformi alle norme. Secondo Caramante, un voto favorevole alle proposte presentate avrebbe potuto trasformarsi in un “capestro”, rendendo inefficace la fuoriuscita e producendo ulteriori danni economici per il Comune.
Una posizione che ha scatenato la replica di Emanuele Sica, durissimo nei confronti di chi, a suo dire, avrebbe cambiato linea politica per convenienza. Sica accusa una parte dell’opposizione di rinnegare quanto sostenuto in precedenza e di avvicinarsi alla maggioranza per ambizioni personali, parlando apertamente di opportunismo politico, non è difficile capire .
La vicenda, al di là dei toni accesi, mette in evidenza un nodo sostanziale: il futuro del Comune di Capaccio Paestum negli enti partecipati e la gestione dei debiti pregressi. Ma evidenzia anche un dato politico altrettanto rilevante: l’opposizione non appare compatta, mentre la maggioranza può beneficiare di divisioni che rischiano di indebolire il fronte critico proprio su uno dei temi più delicati della vita amministrativa cittadina.




