Il sindacato denuncia una grave carenza di specialisti e chiede assunzioni immediate per evitare il progressivo depauperamento dell’ospedale
L’ospedale San Luca di Vallo della Lucania attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente. A lanciare l’allarme è il Nursind Salerno, che denuncia una grave carenza di personale medico e il rischio di un progressivo ridimensionamento della struttura sanitaria, chiedendo all’Asl interventi urgenti per scongiurare il collasso dei servizi.
Una crisi che coinvolge i reparti strategici
Secondo il sindacato, il blocco del turn-over iniziato nel 2008 e la mancata programmazione delle assunzioni hanno progressivamente impoverito l’organico dell’ospedale. Le maggiori criticità riguardano reparti fondamentali come anestesia, chirurgia generale, neurochirurgia, ortopedia e chirurgia vascolare, essenziali per la gestione delle emergenze e dei traumi più complessi.
La carenza di specialisti costringe frequentemente la direzione sanitaria a ricorrere a soluzioni straordinarie per garantire i servizi minimi e, nei casi più gravi, al trasferimento dei pazienti con l’eliambulanza verso altri ospedali della Campania.
Pensionamenti e ricambio generazionale assente
Il quadro delineato dal Nursind coinvolge anche numerosi altri reparti. Il sindacato evidenzia come il prossimo pensionamento dei responsabili di ostetricia e del laboratorio analisi possa compromettere il funzionamento dei servizi.
A questo si aggiunge l’imminente uscita per raggiunti limiti d’età di medici in medicina generale, farmacia, neuroradiologia, neurologia, malattie infettive e urologia, senza che sia stato programmato un adeguato ricambio generazionale.
Tomasco: “Rischiamo la chiusura per inerzia”
Durissimo l’intervento di Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno.
«Dieci anni fa avevamo ampiamente previsto questo scenario, ma le nostre preoccupazioni vennero liquidate con superficialità. Oggi la carenza di specialisti è strutturale e la situazione rischia di precipitare definitivamente con i numerosi pensionamenti previsti in medicina generale, urologia, neurologia, malattie infettive, farmacia, ostetricia, neuroradiologia e laboratorio analisi. Sembra quasi che si sia messo in moto un meccanismo per arrivare alla chiusura del presidio non attraverso un provvedimento ufficiale, ma per pura inerzia e inedia. Non possiamo assistere in silenzio al depauperamento di un ospedale fondamentale per la salute dei cittadini cilentani».
Le richieste del sindacato
Tra le criticità segnalate figura anche il ritardo nell’espletamento dei concorsi per le figure apicali, dalla direzione sanitaria ai primari dei reparti, situazione che, secondo il Nursind, rende il presidio sempre meno attrattivo per i giovani medici.
Il segretario amministrativo Adriano Cirillo propone un piano articolato per rilanciare l’ospedale.
«È inaccettabile che non vengano previsti incentivi economici e professionali per chi decide di venire a lavorare a Vallo della Lucania. In passato le piante organiche erano piene, il che dimostra che la posizione geografica non è una scusa valida. Chiediamo subito tre misure chiare: concorsi immediati per la direzione sanitaria e per i primari dei vari reparti scoperti, bandi di assunzione specifici per l’ospedale di Vallo della Lucania con l’obbligo di rimanere in sede per almeno cinque anni e una seria pianificazione per ricostruire le équipe mediche. Continuare a ignorare questo grido d’aiuto significa rendersi complici del declino della sanità pubblica sul territorio».
Per il sindacato, senza interventi tempestivi il rischio è quello di un progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria del San Luca, presidio di riferimento per migliaia di cittadini del Cilento.



