L’ex ministro dell’Ambiente e altri parlamentari M5S chiedono verifiche al Governo sul festival in programma a Roscigno Vecchia e sul rispetto delle norme a tutela delle aree protette
ROSCIGNO. Il dibattito sul festival “Cilento Selvaggio – Festival della Caccia, della Cinofilia, della Natura e delle Tradizioni”, in programma dal 4 al 6 settembre a Roscigno Vecchia, approda in Parlamento. L’iniziativa, annunciata nei mesi scorsi come un evento dedicato alla caccia, alla cinofilia, alla natura e alle tradizioni del territorio, ha già acceso un vivace confronto pubblico, culminato anche con il recente intervento del presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccorullo, che ha precisato come la manifestazione non preveda attività venatorie all’interno dell’area protetta ma sia incentrata su temi quali gestione faunistica, filiera della selvaggina e tradizioni rurali.
A intervenire ora è l’ex ministro dell’Ambiente ed esponente del Movimento 5 Stelle Sergio Costa, che definisce l’ipotesi di un festival della caccia «all’interno o a ridosso del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni» come «uno sfregio istituzionale e culturale».
Secondo Costa, «un Parco nazionale nasce per tutelare biodiversità, fauna selvatica ed ecosistemi, non per promuovere o legittimare la cultura del prelievo venatorio». L’ex ministro collega inoltre la vicenda al dibattito nazionale sulla riforma della normativa venatoria, sostenendo che «nella stessa fase in cui il Governo spinge un disegno di legge sulla caccia miope e pericoloso, si arriva persino a immaginare iniziative legate all’attività venatoria in un’area protetta di eccezionale valore naturalistico e riserva della biosfera UNESCO. È il segno di una deriva che confonde la tutela della natura con la sua aggressione».
Presentata un’interrogazione parlamentare
Per questo motivo Sergio Costa, insieme ai parlamentari Ilaria Fontana, Carmen Di Lauro, Alessandro Caramiello e Susanna Cherchi, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente.
L’obiettivo è accertare se il dicastero sia a conoscenza della vicenda, quale sia il suo orientamento e quali iniziative intenda adottare, anche attraverso gli organi di vigilanza ambientale e il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA), per verificare il pieno rispetto della legge quadro sulle aree protette e della normativa europea in materia di biodiversità.
«Il Ministero dell’Ambiente non può restare in silenzio», afferma Costa, ribadendo che «nei parchi nazionali la priorità deve essere una sola: proteggere animali, habitat e cittadini, promuovendo una cultura del rispetto ambientale».
Le polemiche sul festival
L’evento “Cilento Selvaggio”, promosso a Roscigno Vecchia dal 4 al 6 settembre, è stato presentato dagli organizzatori come un progetto finalizzato alla valorizzazione delle aree interne, della gestione faunistica, della cinofilia e della filiera della carne di selvaggina, con il coinvolgimento di espositori del settore armiero, outdoor e cinofilo. Proprio la presenza della parola “caccia” nel titolo e il patrocinio del Parco hanno però suscitato forti critiche da parte di associazioni ambientaliste e animaliste, dando vita a un acceso dibattito pubblico.




