Teresa Astone chiede verifiche straordinarie su SS18 e Cilentana e rilancia il tema dei soccorsi e dell’emergenza sanitaria nel territorio
CAPACCIO PAESTUM – «Basta. Le istituzioni non possono piangere con noi. Devono prevenire con noi». È un appello duro quello lanciato da Teresa Astone, responsabile dell’AIFVS APS – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, dopo l’ennesima tragedia avvenuta sulle strade del Cilento.
Al centro dell’intervento c’è la morte di Fabio Barlotti, 33 anni, che ha perso la vita questa mattina nell’incidente verificatosi lungo la SS18, in località Spinazzo a Capaccio Paestum. Nel sinistro sono rimaste ferite altre tre persone.
Una tragedia che arriva a pochi giorni da altri due incidenti mortali avvenuti sulla Cilentana, nei quali hanno perso la vita Luigi Viscovo e Gianluigi Maltese.
«Come AIFVS APS non possiamo più limitarci al cordoglio – afferma Astone –. Oggi il Cilento piange Fabio Barlotti. Altre tre persone sono rimaste ferite. Ma la domanda è una sola: quante vite dobbiamo ancora perdere?».
L’associazione precisa di non voler attribuire automaticamente alla strada le responsabilità degli incidenti, le cui dinamiche dovranno essere ricostruite e accertate dagli organi competenti. Il tema posto dall’AIFVS è quello della prevenzione e della sicurezza complessiva della rete viaria.
«Non diciamo che ogni incidente sia colpa della strada. Le dinamiche devono essere accertate. Ma una cosa la diciamo con assoluta chiarezza: prevenzione, manutenzione, sicurezza delle infrastrutture, vigilanza e controlli sono responsabilità istituzionali».
Da qui la richiesta di un intervento straordinario sulla SS18 e sulla Cilentana, con verifiche sui punti considerati maggiormente critici.
«Chiediamo una verifica straordinaria della sicurezza della Cilentana e della SS18, dei tratti più critici, delle gallerie, della segnaletica, dell’illuminazione, della manutenzione e dei controlli. Chiediamo dati, tempi e responsabilità».

L’appello è rivolto direttamente ad Anas, Prefettura, Regione Campania, Provincia, Comuni, Forze dell’Ordine e agli altri enti competenti, affinché alle dichiarazioni di cordoglio seguano interventi concreti e, soprattutto, preventivi.
Particolarmente duro uno dei passaggi dell’intervento di Astone: «Non venite soltanto ai funerali. Venite prima. Venite sulle strade. Venite a controllare. Venite a prevenire. La sicurezza stradale non si misura dal numero dei comunicati di cordoglio. Si misura dal numero di vite che riusciamo a salvare».
Il nodo dell’emergenza sanitaria nel Cilento
L’AIFVS pone inoltre l’attenzione su un secondo problema: la capacità del sistema sanitario territoriale di garantire risposte tempestive nelle emergenze, soprattutto in un’area geograficamente estesa come il Cilento.
«C’è un’altra emergenza che non possiamo più ignorare – sottolinea Astone –: in questo territorio non abbiamo nemmeno un ospedale pienamente attrezzato per garantire risposte tempestive a tutte le emergenze».
Per l’associazione, sicurezza stradale e organizzazione dei soccorsi devono essere considerate parti dello stesso sistema di prevenzione.
«Quando ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte, avere servizi sanitari di emergenza adeguati e facilmente raggiungibili è parte integrante della sicurezza delle persone».
L’interrogativo rivolto alle istituzioni è quindi ancora più ampio: «Quante vite si potrebbero ancora salvare con una rete stradale più sicura, soccorsi tempestivi e un sistema sanitario di emergenza adeguato al territorio?».
La conclusione dell’AIFVS è un richiamo ad agire prima della prossima tragedia: «Non possiamo limitarci a contare i morti. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per evitare che ce ne siano altri. La prevenzione salva vite. I soccorsi tempestivi possono salvare vite. Le istituzioni devono garantirli».




